Avezzano, il Don Giovanni di Moliere a teatro il 6 marzo

Don Giovanni di Molière con Antonio Zavatteri, Alberto Giusta, Ilaria Falini, Massimo Brizi, Mariella Speranza, Alex Passatelli. Traduzione di Cesare Garbali, regia di Antonio Zavatteri.

Il Don Giovanni di Molière, che l’ATAM propone del suo circuito teatrale, è un classico, sospeso sull’abisso, tra comicità e dramma, che trova unità nel personaggio del “grande seduttore”: amante infedele, sposo adultero, debitore insolente, padrone tirannico, figlio crudele, ateo temerario e ipocrita temibile. Un’opera sublime e crudele, strana per certi versi se pensiamo agli altri esiti del suo autore, dalla trama contorta e poco lineare, con quei personaggi incredibilmente distanti fra loro, nei caratteri e nell’appartenenza sociale. Il tutto in un continuo intrecciarsi di motivi e di situazioni molto diverse tra loro: ora grottesche, comiche e buffe; ora tragiche, drammatiche e severe; ora realistiche o farsesche, romanzesche o soprannaturali. Forse si potrebbe dire il più shakespeariano fra i titoli molieriani. Questa libertà creativa, apparentemente caotica, regala alla “trama” un fascino ambiguo, notturno, da deliro e strepito, confessione e rivelazione, fino al giudizio finale, irreparabilmente cosmico. Il Don Giovanni dei Gank, giovane e avvincente compagnia già rivelatasi adulta, asseconda questa struttura bizzarra in cui commedia e tragedia si accendono e dispiegano senza preavvisi, in un brulicare di luoghi e spazi che azzerano ogni naturalismo perché qui, come sappiamo, le statue prendono vita e si vendicano. Scorrevole e ritmico, dotato di freschezza disinibita, ironico materialismo e scettico vitalismo, questo “Don Giovanni” rivela la drammatica inadeguatezza dell’uomo moderno, uomo senza qualità, sfiduciato e disonesto, malfidato e inaffidabile, dissoluto e empio. In una parola amorale.

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