A 70 anni dalla prima stagione concertistica della Società aquilana dei concerti “B. Barattelli”

Il bisogno avvertito dai cittadini più consapevoli di ricostruire la propria società dalle radici, dopo gli anni sventurati del fascismo e della guerra, spinse gli aquilani, come in tante altre città italiane, a creare associazioni culturali e politiche nel nome della riconquistata libertà. Grazie a questo fermento nacquero iniziative che accompagnavano dappertutto l’imponente lavoro di ricostruzione postbellica, arricchendone la sostanza sociale.

All’Aquila, un giovane avvocato che aveva studiato a Napoli e a Roma, dove aveva potuto frequentare assiduamente concerti e serate musicali, dopo un breve periodo durante il quale aveva organizzato a casa sua, per gli amici, qualche serata di musica “classica”, decise di creare un’associazione dedicata esclusivamente a questo genere di musica: è questo il seme della Società aquilana dei concerti creata da Nino Carloni.

Grazie all’abnegazione e alla professionalità del giovane avvocato, l’associazione acquistò subito notorietà presso le sedi italiane più qualificate nell’organizzazione concertistica e in pochissimi anni L’Aquila diventò sede ambìta di artisti italiani e stranieri abituati a esibirsi solamente nelle grandi città e per le associazioni più blasonate.

La professionalità e l’efficacia del giovane organizzatore, che riuscì subito a conquistare al suo progetto le migliori energie cittadine, si manifestarono con una stupefacente serie di concerti e di manifestazioni collaterali accompagnate dall’abilità di trovare le risorse necessarie per mantenere in piedi un’associazione impegnativa e inedita nella storia dell’Aquila, unica in Abruzzo e paragonabile soltanto alle istituzioni che da decenni lavoravano nei maggiori centri italiani, come Roma, Milano, Firenze, Napoli, Torino eccetera.

L’associazione fu intestata a un musicista aquilano, Bonaventura Barattelli, che durante gli Anni Trenta aveva scritto pagine non soltanto assai originali ma anche caratterizzate da uno stile che nulla aveva da invidiare rispetto allo stile compositivo di musicisti dell’ultima generazione di rango nazionale e internazionale.

Come si sa, il primo concerto ufficiale della Società aquilana dei concerti fu dato la sera del 7 novembre 1946 nella sede storica del Teatro comunale dell’Aquila. L’inaugurazione dell’attività fu affidata all’Orchestra di Santa Cecilia diretta da Willy Ferrero: l’importante concerto avviò una serie di eventi di livello internazionale con artisti che si chiamavano Cortot, von Karajan, Sawallisch, Rubinstein, Pollini. Grazie alla sua attività, l’associazione “Barattelli” diventò ben presto un punto di riferimento musicale italiano e internazionale.

L’impresa che si stava realizzando sapeva di miracolo: stagioni di altissimo prestigio culturale e festival internazionali che portarono all’Aquila il mondo interpretativo più qualificato in Italia e in Europa, con aperture al resto del mondo che sembrano oggi incredibili ove si pensi alle difficoltà organizzative e alla scarsezza delle risorse. L’Orchestra dell’Associazione Nazionale di Santa Cecilia potè raggiungere L’Aquila grazie ai camion dell’Esercito italiano di cui Carloni chiese la collaborazione.

Nel primo dei due volumi dell’annuario voluto da Carloni perché si raccontasse la storia straordinaria della sua creatura, alcuni episodi sembrano tuttora miracolosi. Ma si trattava di un miracolo laico compiuto da un avvocato / musicista che aveva deciso di servire con tutte le sue forze e nel modo più elevato (e con esiti stupefacenti) la musica e i suoi protagonisti.

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *