A 45 anni dalla Fondazione dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese. Pagina di diario del dottor Bruno Sabatini

Mattinata del 4 Novembre 1970.

Ancora una volta ero in compagnia di Domenico d’Armi (per gli amici Mimino, pioniere dell’alpinismo sul Gran Sasso e mio premuroso e affettuoso maestro di roccia).

Quel giorno, però, non avremmo potuto trovarci impegnati lungo le pareti di Corno Grande o quelle di Corno Piccolo, in quanto io ero condizionato da un appuntamento fissato all’Aquila, per le ore 12.00 della stessa data, tra me e altri tre amici, presso lo studio del notaio Domenico Trecco.

La disponibilità di Mimino ci trovò consenzienti di ripiegare su una facile, ma pur sempre piacevole, escursione, da effettuarsi sulle colline che sovrastano l’abitato di Roio Piano. Trascorremmo

così circa tre ore sempre immersi – come dice Ungaretti – in un’aura di autunno (dalle) moribonde dolcezze.

A mezzogiorno giunsi puntuale, ma in tenuta da trekking, allo studio notarile, in Via Verdi, dove erano appena arrivati – pensate un po’! – Nino Carloni, Gaetano Bellisari e Tullio Buzzelli.

I due anziani: Nino e Gaetano avevano scelto di associarsi a due giovani: Tullio e io. A fare che?

Si trattava, per ciascuno di noi, di apporre la propria firma sull’atto costitutivo che il notaio Trecco stava per redigere in occasione della fondazione dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese.

L’Aquila e la regione Abruzzo s’immettevano nella grande corrente della cultura musicale europea

E così, dopo la fondazione della Società dei Concerti nel 1946, dopo il debutto de I Solisti Aquilani nel 1968, nasceva nel 1970 l’ISA, ideata e patrocinata da Nino Carloni dal 1966-67.

Era riuscito, come amava dire, “a dar fuoco con la propria legna”: in altre parole, a produrre musica, oltre che a organizzarla.

Stiamo celebrando in questi giorni il 40° anniversario della fondazione dell’ISA. Tutti ne conosciamo le vicissitudini patite ultimamente e tutto ormai sembra in via di risoluzione.

Le troppe amarezze provate sono state, per buona sorte, ampiamente ripagate dalla nomina di un nuovo direttore artistico di eccezionale valore: la ben nota pianista Luisa Prayer, ne é garanzia il successo nazionale e internazionale da lei riscosso nelle sedici edizioni del Festival internazionale di musica Pietre che Cantano.

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *