Si è chiusa la prima edizione del Peltuinum Theater Fest

peltuinumCon la 6a edizione della Fiera dell’Ansidonia, rievocata dall’antica tradizione per volere della Proloco, è calato il sipario sulla prima edizione del ‘Peltuinum Theater Fest’.

Cinque spettacoli ad ingresso gratuito, cinque serate che hanno parlato i linguaggi dell’arte – teatro, danza, cinema e poesia – consentendoci di riscoprire la magia di Peltuinum, uno dei luoghi più belli e suggestivi d’Abruzzo, di godere della compagnia l’uno dell’altro, del contatto con la natura incontaminata e con l’arte, appunto, scoprendo talenti, punti di vista e tanti pezzi di vita differenti. E chissà che un giorno non si possa riportare l’arte anche nel teatro romano di Peltuinum, oggetto di scavi archeologici da parte dell’Università La Sapienza di Roma.

Un esperimento riuscito, con centinaia di persone ad attraversare il sito archeologico che, come la storia racconta, mescola da sempre, sulla via del Tratturo e, ancor prima, con i Vestini e i Romani, vite ed esperienze, cultura ed arte.

L’associazione Presenza ed i suoi collaboratori desiderano ringraziare il calore e il coinvolgimento di un pubblico numeroso e partecipe, che ha guardato con occhi nuovi l’incanto di Peltuinum, che si è saputo meravigliare e molto ha applaudito e apprezzato le proposte artistiche e culturali che si sono susseguite nel corso dei cinque giorni di programmazione”, ha sottolineato Veronica Visentin, ideatrice e curatrice del progetto, che ha inteso porgere un grazie a quanti hanno compreso il vero messaggio della manifestazione, “omaggio e abbraccio alla nostra terra ed al sito archeologico che ci ha accolto fra le sue mura, e a quanti nella collaborazione hanno saputo raggiungere l’essenziale dentro e fuori di loro, anteponendo la gentilezza, la cura e la valorizzazione dell’altro alla mera soddisfazione personale”.

Visentin ha inteso ringraziare anche “l’organizzazione di Innocenzo Chiacchio, lavoratore instancabile, e Maria Luigia Chiacchio, magnifica Presenza; gli architetti Alessandra Tosone e Carlo Mangolini che hanno onorato il festival con le loro capacità artistiche e di allestimento; il bravissimo fotografo Luigi Baglione e il web designer Danilo Srour. Grazie al service tecnico di Marco Carosone, a Daniele Monterosi e al gruppo The Experiment, ragazzi venuti da tutta Italia a studiare, gridare e condividere con tenacia il proprio talento, questo mostrare se stessi e il proprio teatro, questo voler dare senza aspettarsi nulla. Ai ragazzi di Prata D’Ansidonia guidati da don Ciprian, che hanno letto la ‘Dichiarazione Universale dei Diritti della Terra’ in apertura del festival, con il coraggio disarmante di chi sa che fa la cosa giusta, riempiendo di gioia e di apertura il cuore di tutti i presenti. Alle ragazze di Romina Masi che hanno danzato per noi, emozionandoci, e all’attrice Tiziana Irti, che ha portato fra di noi la sua Antigone con immensa passione. A Claudio Damiani, poeta di grande sensibilità, i cui testi racchiudono la delicatezza del nostro amore per l’esistente e che non ha esitato a mettersi al servizio dell’idea per camminare anche lui insieme a noi su quel luogo dell’anima che è Peltuinum”.

Un ringraziamento di cuore va a Paolo Eusani, il sindaco di Prata D’Ansidonia, che da subito ha capito quello che era scritto fra le righe del progetto, “colmo di rispetto per i luoghi che protegge e rappresenta, e con il quale siamo stati più volte capaci di comunicare con un solo sguardo. Un grazie agli aiuti logistici che sono venuti dalla pro loco, alla loro ospitalità. E nel creare un insieme unico tutte queste componenti hanno portato avanti il difficile compito del Festival di provare a costruire l’unione e la cooperazione di più parti, come fossero una, come ci piace immaginare che accadesse a Peltuinum durante la transumanza e nel corso della storia di cui il paesaggio impareggiabile di questo sito archeologico è stato testimone”.

L’associazione ed i professionisti che hanno operato insieme sanno che un cammino di tutela e valorizzazione reale di un’area archeologica come questa è appena iniziato, siamo disposti a crescere insieme in queste iniziative, con consapevolezza, perché Presenza ha da sempre desiderato che fossimo noi ad adeguarci a un luogo come Pleltuinum, mai il contrario; sappiamo che lo studio, la dedizione necessari per portare avanti questa missione sono ancora molti e di lunga intrapresa. Ma la forza e l’entusiasmo rimarranno inalterati, perché si crede profondamente in una possibile inversione nel concepire l’arte riportandola alle sue origini, alla sua funzione reale. E perché si ama la collaborazione fra gli esseri umani, si ama la bellezza e si ama la terra.

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