Pescara, L’ARTE DEL NOVECENTO il 14 aprile

Giovedi 14 aprile alle ore 17,30 per la serie di incontri “Attualità culturale in dialogo” organizzati dalla Fondazione Edoardo Tiboni per la cultura e dall’Istituto nazionale di Studi crociani, Marco Presutti e Giovanbattista Benedicenti converseranno sul tema dell’Arte del Novecento prendendo spunto dai saggi “L’arte del primo Novecento” di Federica Rovati e “L’arte contemporanea. Il secondo Novecento” di Alessandro Del Puppo.

Muovendosi tra le polarità dialettiche costituite da un lato da avanguardia e tradizione, dall’altro da propaganda e impegno, il saggio di Federica Rovati attraversa problemi di carattere formale e di tenore ideologico, fra i condizionamenti del mercato e della politica. Al centro, discute i problemi propriamente linguistici posti dalla pittura, dalla scultura e dall’irruzione della realtà oggettuale nel dominio dell’arte, introducendo ai luoghi, concreti o metaforici, in cui gli artisti lavorarono: città, atelier, laboratori, palcoscenici. Il volume non pretende di esaurire la vicenda dell’arte del periodo: sacrifica alcuni nomi, su altri insiste di continuo; privilegia certi movimenti artistici, lasciandone altri in ombra. Attorno ai casi prescelti prova però a intessere un discorso plurale in cui le definizioni e le valutazioni critiche, all’interno di nuovi contesti e nel confronto reciproco, possono rimodellarsi e perfino capovolgersi. In questo senso, la selezione delle opere analizzate individua un numero limitato di artisti per aprire il ventaglio dei rispettivi sondaggi formali, spesso orientati in direzioni contraddittorie, dentro la generale disparità linguistica dell’arte contemporanea.

Alessandro Del Puppo, percorrendo lo spazio compreso fra l’inventario e il diario (opere, mostre, fonti e modelli da un lato; intenzioni, ragionamenti e aspettative degli artisti e del pubblico dall’altro), in questo libro prova a seguire le vicende dell’arte del secondo Novecento lungo due traiettorie. Nella prima si analizza l’esaurirsi della tradizionale narrazione in termini evolutivi e di avvicendamenti stilistici caratteristica del modernismo. Nella seconda si ricostruisce lo spettacolare pluralismo estetico affermatosi dagli anni Sessanta in avanti. Assistiamo cosí a fenomeni che nascono, coesistono, si sovrappongono e svaniscono, depotenziando ogni tentativo di egemonia culturale. Si fanno avanti ricerche formali, pratiche sociali, azzeramenti «concettuali», nuovi materiali, nuove tecniche, nuovi pubblici. Ne emerge un’inedita geografia, questa volta mondiale, dell’arte contemporanea.

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