Per il pascolo, il pecorino di Campo Imperatore e il progetto ‘Praterie’ vetrina speciale sul settimanale ‘Quale Formaggio’

L’autorevole settimanale “Quale formaggio”, diretto da Stefano Mariotti, rivista di riferimento del mondo caseario italiano, questa settimana ospita un ampio articolo dedicato al progetto LIFE “Praterie” attuato dal Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, puntando l’attenzione sulla relazione che intercorre tra la conservazione della biodiversità dei pascoli e la qualità dei prodotti dell’allevamento estensivo.

«Esiste un legame inscindibile tra le qualità del territorio e del pascolo e le qualità delle produzioni casearie – dichiarano nell’articolo i ricercatori Aurelio Manzi e Giampiero Sacchetti – perché le proprietà sensoriali sono strettamente correlate all’ambiente in cui gli animali vivono, si muovono e si nutrono». Gli esperti sono intervenuti al workshop “L’erbario e i sapori del Pecorino di Castel del Monte” insieme alla giovane casara Manuela Tripodi dell’azienda agricola  “Gran Sasso”. Un’iniziativa interessante e partecipata, tenutasi lo scorso settembre e organizzata dagli Help Desk del progetto “Praterie”, che è servita a conoscere il Canestrato ma anche a ribadire come sull’altopiano di Campo Imperatore le qualità naturali e le qualità territoriali coincidono, determinando le peculiarità uniche del presidio Slow Food.

Il Presidente del Parco Tommaso Navarra  si è detto “Grato dell’opportunità offerta  al Parco di divulgare i valori d’eccellenza, di gusto e di qualità del pecorino prodotto nell’area protetta ma anche di ribadire, grazie alla sapienza dei tecnici e degli esperti, che c’è una relazione tra la qualità dei pascoli e la qualità del latte e dei suoi derivati. Impegno, questo, fondante del progetto LIFE che sta attuando una serie di azioni volte alla conservazione di quel grande capitale civico che sono i pascoli, anche attraverso una gestione armonica da parte degli enti locali, chiamati a regolarne l’utilizzo in una dimensione partecipata e condivisa”.

Nel corpo dell’articolo pubblicato da “Quale formaggio” è pubblicato anche il link al video realizzato da Valerio Quartapelle per raccontare il workshop e il pascolo sul grande altipiano. Come ben  spiega  Manzi, “Nel paesaggio modellato da un pastoralismo millenario e transumante, la ricchissima comunità erbacea presente si è evoluta insieme al pascolo. Questo significa che mantenere in vita il pascolo e l’allevamento estensivo garantisce la possibilità di conservare l’eccezionale patrimonio di diversità biologica che i pascoli custodiscono”.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *