Open Day del restauro all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila

laboratorio restauro cupola Duomo

laboratorio restauro cupola Duomo

L’Aquila 1 giugno 2016 – Porte aperte all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Nell’ultimo dei suoi open days di questo anno, l’istituto ha voluto mostrare agli studenti delle scuole superiori d’Abruzzo e più in generale ai cittadini i laboratori della sua scuola di restauro una delle cinque in Italia, all’interno di un accademia di belle arti, abilitanti alla professione di restauratore. ”Questa scuola è un fiore all’occhiello per l’Accademia dell’Aquila – spiega il presidente Roberto Marotta – un’eccellenza su cui abbiamo voluto investire certi di formare professionalità utili sempre ma in particolare nel momento storico che il nostro territorio sta attraversando. Non è stato semplice avviare questi corsi, oggi però la nostra scuola di restauro funziona a pieno regime nel rispetto di tutte le normative vigenti e può vantare collaborazioni e convenzioni con gli uffici e gli istituti di tutela dei beni culturali”.

Con l’occasione i visitatori hanno potuto seguire il cantiere di restauro della grande tela raffigurante la cupola del Duomo dell’Aquila, la Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio. Una preziosa testimonianza del patrimonio artistico della città opera del pittore Venanzio Mascitelli che nel 1828 realizzò una finta cupola, dipinta in monocromo su tela, posizionata sul tamburo del Duomo dall’estensione di 120 mq, sul modello di quella della chiesa di Sant’Ignazio a Roma del 1685 di Padre Andrea Pozzo Di fatto si tratta di un trompe l’oeil per cui dalla navata centrale alzando gli occhi si apprezza la prospettiva illusoria di una cupola. Indenne al I sisma del 1915, nel 2009, poiché il punto critico delle chiese risulta essere proprio quello dove era posizionata la tela incollata su un tavolato ligneo, questa è precipitata sotto il crollo della volta soprastante, spaccandosi in 9 pezzi di varie dimensioni. “Malamente impilati davanti alla chiesa sulla piazza all’aperto, i pesanti frammenti vennero raccolti a novembre 2009 – spiega la Professoressa Grazia De Cesare che segue il cantiere -, per essere sistemati in una tenda scaldata con aria calda mentre fuori c’era la neve e sottoposti a pronto intervento. I lavori furono realizzati dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro del Mibact, che in circa due mesi dal primo sopralluogo, completò l’intervento grazie all’operato di una ventina di restauratori, architetti, fotografi, addetti alla movimentazione. Nelle attività furono coinvolti anche nove studenti dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila al loro terzo anno, grazie ad un accordo voluto dall’allora Ministro dei Beni Culturali, Urbani. La tela ridotta in 42 elementi, di cui 15 ancora adesi al pesante tavolato ligneo, la cui separazione avrebbe richiesto troppo tempo, vennero stoccati presso l’Accademia”.

un particolare del restauro tela Duomo

un particolare del restauro tela Duomo

Negli ultimi due anni, nell’attività didattica del corso di restauro dei dipinti su supporto tessile, è ripreso il lavoro di restauro della tela del duomo presso l’ABAQ, secondo il modello messo a punto dallo stesso ISCR. Finora vi hanno preso parte 12 allievi restauratori per il trattamento ancora in corso dei primi due frammenti, per un totale di circa 230 ore sotto la guida della Prof.ssa Grazia De Cesare, già parte come uno dei 4 direttori operativi, della messa in sicurezza dell’ISCR.

I corsi di studio per il conseguimento del Diploma accademico a ciclo unico della Scuola di Restauro dell’istituto aquilano hanno lobiettivo di formare restauratori di beni culturali secondo profili specifici come da normativa. I diplomati conseguono una formazione specialistica, attraverso lacquisizione di una cultura che si fonda sulla conoscenza approfondita delle tecniche e delle metodologie del restauro. Le Accademie, come sta sfacendo quella aquilana anche con l’esperienza del recupero della tela del Duomo, oltre alla didattica laboratoriale in sede organizzano, in accordo con enti pubblici e privati, stages, cantieri-scuola e tirocini per concorrere al conseguimento delle specifiche professionalità e competenze teoriche e pratico – operative, definendo, per ogni corso di studio, specifici modelli formativi corrispondenti ai profili professionalizzanti definiti dalla normativa vigente. “L’accademia di belle arti dell’Aquila, nell’ambito dell’ illustrazione dell’offerta formativa ha presentato il corso quinquennale di restauro abilitante alla professione del restauratore di beni culturali vincolati dallo stato. Per l’occasione è stato presentato il progetto e la parte iniziale del restauro del dipinto raffigurante la finta cupola del Duomo di l’Aquila. Si tratta, sia per dimensioni (120 mq) che per le gravi condizioni di degrado, di un progetto complesso che ci vedrà impegnati per tempi non brevi ma che confidiamo potrà restituire alla cattedrale di L’Aquila un’opera preziosa e particolarmente rappresentativa. Inoltre abbiamo dato la possibilità di visionare i cinque laboratori attrezzati secondo le normative ministeriali del MIBACT, fra cui un laboratorio ad alta tecnologia per la diagnostica e La ricostruzione di pezzi mancanti di manufatti lesionati. Abbiamo anche visto le opere d’arte affidateci dal Ministero dei Beni Culturali, su cui gli studenti, sotto l’attenta supervisione dei docenti impareranno il mestiere del restauratore”.

un momento della presentazioen della Scuola di restauro Abaq

un momento della presentazioen della Scuola di restauro Abaq

IL RESTAURO DELLA TELA DEL DUOMO

La chiesa cattedrale dell’Aquila fu edificata nel 1256 ed è stata oggetto di numerosi terremoti e successive ricostruzioni. Dedicata ai SS. Massimo e Giorgio trovò la sua sistemazione più funzionale dopo il terremoto del 1703, con le modifiche di volte a botte realizzate in legname, con archi trasversali che scaricavano all’esterno su semplici contrafforti. Nei desiderata di progetto si fece strada una cupola all’innesto di cupola e transetto, ma la estrema vulnerabilità del sito non permise mai la sua realizzazione.

Nel 1828 Venanzio Mascitelli realizzò una finta cupola, dipinta in monocromo su tela, posizionata sul tamburo, dall’estensione di 120 mq, sul modello del 1685 di Padre Andrea Pozzo nella Chiesa di S. Ignazio. Di fatto si tratta di un trompe l’oeil per cui dalla navata centrale alzando gli occhi si apprezza la prospettiva illusoria di una cupola. Indenne al I sisma del 1915, nel 2009, poiché il punto critico delle chiese risulta essere proprio quello dove era posizionata la tela incollata su un tavolato ligneo, questa precipitò sotto il crollo della volta soprastante, spaccandosi in 9 pezzi di varie dimensioni. Malamente impilati davanti alla chiesa sulla piazza all’aperto, i pesanti frammenti vennero raccolti a novembre 2009, per essere sistemati in una tenda scaldata con aria calda mentre fuori c’era la neve e sottoposti a pronto intervento. I lavori furono realizzati dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro del Mibact, che in circa due mesi dal primo sopralluogo, completò i lavori grazie all’operato di una ventina di restauratori, architetti, fotografi, addetti alla movimentazione. Nelle attività furono coinvolti anche nove studenti dell’Accademia di Belle Arti de L’Aquila al loro terzo anno, grazie ad un accordo voluto dall’allora Ministro dei Beni Culturali, Urbani. La tela ridotta in 42 elementi, di cui 15 ancora adesi al pesante tavolato ligneo, la cui separazione avrebbe richiesto troppo tempo, vennero stoccati presso l’Accademia.

Negli ultimi due anni, nell’attività didattica del corso di restauro dei dipinti su supporto tessile, è ripreso il lavoro di restauro della tela del duomo presso l’ABAQ, secondo il modello messo a punto dallo stesso ISCR. Finora vi hanno preso parte 12 allievi restauratori per il trattamento ancora in corso dei primi due frammenti, per un totale di circa 230 h, sotto la guida della Prof.ssa Grazia De Cesare, già parte come uno dei 4 direttori operativi, della messa in sicurezza dell’ISCR.

Grazia De Cesare

graziadecesare@hotmail.com

Restauro

Obiettivi formativi

I corsi di studio per il conseguimento del Diploma accademico a ciclo unico della Scuola di Restauro hanno lobiettivo di formare restauratori di beni culturali secondo profili specifici come da normativa. I diplomati devono conseguire una formazione specialistica, attraverso lacquisizione di una cultura che si fondi sulla conoscenza approfondita delle tecniche e delle metodologie del restauro, basata sullo studio di:

discipline scientifiche di base applicate al restauro come chimica, fisica, biologia, geologia;

approfondimento delle tecniche del disegno e di ricostruzione grafica finalizzate alla documentazione secondo le norme vigenti;

discipline teoriche e storico-artistiche, della storia delle tecniche nonché delle metodologie di documentazione;

tecniche esecutive, materiali artistici, procedimenti e tecnologie;

metodologia di indagine diagnostica;

discipline giuridiche inerenti la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, legislazione per la sicurezza;

fondamenti di economia, management e gestione delle imprese;

tecnologie informatiche e multimediali applicate alla tutela e al restauro;

moderne metodologie di manutenzione e restauro;

storia e teoria del restauro;

informatica e lingua inglese, quali conoscenze di base.

Le Accademie oltre alla didattica laboratoriale in sede organizzeranno, in accordo con enti pubblici e privati, stages, cantieri-scuola e tirocini per concorrere al conseguimento delle specifiche professionalità e competenze teoriche e pratico operative, definendo, per ogni corso di studio, specifici modelli formativi corrispondenti ai profili professionalizzanti definiti dalla normativa vigente.

Il Restauratore di beni culturali dovrà essere in grado di:

Effettuare un esame preliminare del bene attraverso la raccolta delle fonti storiche e documentali, lo studio delle tecniche esecutive e materiali costitutivi dellopera, lanalisi dello stato di conservazione, delle cause del degrado e sue interazioni con lambiente;

Redigere progetto sia preliminare che definitivo, comprensivo di eventuali aggiornamenti in corso dopera e della redazione della scheda tecnica secondo la normativa di settore;

Effettuare lintervento di restauro con tutte le sue fasi esecutive, comprensive dellassistenza alla realizzazione di indagini diagnostiche, dellallestimento di laboratorio e cantieri, della direzione lavori, del monitoraggio nellambito di piani di manutenzione, dellassistenza ed eventuali operazioni di movimentazione;

Predisporre la documentazione di tutte le fasi lavorative, comprensiva della redazione di schede tecniche e della relazione finale e del successivo programma di manutenzione ordinaria;

Partecipare a programmi di ricerca e svolgere attività didattiche e divulgative;

Intervenire in situazioni di emergenza, attivando le opportune azioni nelle situazioni di catastrofe, gestire team di lavoro anche sotto il profilo giuridico ed economico, collaborando con le figure professionali specifiche del settore.

Prospettive occupazionali

Lobiettivo del Corso di Diploma Quinquennale a Ciclo Unico è quello di formare figure professionali capaci di inserirsi con competenza, capacità operativa ed imprenditoriale nel mercato del lavoro connesso alla tutela, alla manutenzione ed al restauro dei beni culturali. Il profilo professionale sarà quello di uno specialista che esegue attività nella gestione tecnica, ovvero che diriga e coordini le attività di tutela, ricerca, conservazione, restauro e valorizzazione dei beni culturali. I diplomati della Scuola, che in base al D.M, 26 maggio 2009, n. 87 ottengono la qualifica di Restauratore di Beni Culturali, svolgeranno attività professionali in diversi ambiti nei campi della conservazione, della manutenzione delle opere darte e del loro restauro, in contesti pubblici e privati ed in ogni altro settore in cui si renda necessario lintervento della specifica figura professionale, quali sovrintendenze, musei, biblioteche, archivi, aziende e organizzazioni professionali operanti nel settore del restauro e della tutela. Essi potranno, pertanto, assolvere incarichi operativi, di progettazione e di realizzazione dei restauri, nonché di direzione dei lavori. I diplomati potranno, inoltre, accedere a master, specializzazioni e dottorati e lavorare nel campo della ricerca. Potranno, infine, insegnare le discipline del restauro nelle Scuole di Alta Formazione nelle Accademie e nelle Università

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