OFFICINA L’AQUILA: Terza e ultima giornata di lavori

CAR_1491La terza giornata e conclusiva di “Officina L’Aquila – incontri internazionali di restauro e riqualificazione”, evoluzione di quel che è stato il “Salone della Ricostruzione” è stata la più densa della tre giorni di appuntamenti e anche quella con il più alto numero di partecipanti. Il tema affrontato è quello che più proietta L’Aquila al di fuori dei suoi confini territoriali e nazionali: “Restauro e consolidamento. L’Aquila modello per il mondo”.

L’auditorium del parco del castello vivacizzato anche dalla presenza di 100 studenti della facoltà di Architettura dell’università D’Annunzio di Pescara, (oltre decine di professionisti dall’Abruzzo e anche dalla provincia di Foggia), che dal mattino hanno ascoltato gli interventi degli esperti di restauro, docenti e ricercatori universitari italiani e internazionali che si sono alternati sul palco. Una lezione particolare, che li ha portati fuori dall’aula per conoscere personalità come il docente Giovanni Carbonara dell’università La Sapienza di Roma (e responsabile scientifico degli “Incontri Internazionali” di “Officina L’Aquila”).

Dopo i saluti affidati ai presidenti degli ordini professionali dell’Aquila e dal presidente di Ance Teramo Vittorio Beccaceci,  si è entrati nel vivo del dibattito. La relazione introduttiva è stata affidata alla soprintendente unica per L’Aquila e il cratere, Alessandra Vittorini, che ha concentrato l’attenzione non tanto sui dati, quanto sul fatto che “il recupero del patrimonio artistico e architettonico necessita di tempi lenti per approfondire la ricerca storica e archeologica: un lavoro che, quasi sempre, avviene sul campo. Recupero che a volte non coincide con i tempi della pubblica amministrazione e della burocrazia”. La soprintendente ha inoltre ricordato i numeri e la distribuzione del patrimonio culturale aggiornati a maggio che fotografano una realtà così composta: 738 edifici e complessi monumentali dichiarati di interesse culturale (in prevalenza privati), 502 nel Comune dell’Aquila (di cui 318 nel centro storico e 184 nelle frazioni), 235 nei Comuni del cratere sismico. A questi va aggiunto il notevole patrimonio culturale pubblico.

Centrale è stato il confronto tra esperienze di restauro e consolidamento adottate nei cantieri dell’Aquila e del suo cratere sismico. I docenti e i tecnici che si sono alternati sul palco hanno illustrato ai presenti i progetti realizzati all’Aquila e nel resto del mondo. Una mattinata dunque, all’insegna di un confronto internazionale tra progetti di recupero di grande qualità.

Ad aprire il confronto tecnico è stato Gianmarco Piacenti della Piacenti spa, che ha illustrato il progetto di restauro della basilica della Natività di Betlemme. Piacenti ha raccontato episodi curiosi ed emozionanti, come il restauro del mosaico della basilica, mai eseguito prima. Un lavoro portato avanti da una ditta italiana.

Da Betlemme il giro mondiale  di “Officina L’Aquila” ha toccato, poi, la Spagna e Valencia in particolare. Valentina Cristini, dello studio Mileto&Vegas Arquitectos, professore associato all’università di Architettura di Valencia, descrive il suo lavoro, una sorta di mappatura dei dettagli architettonici dei palazzi residenziali, da cui emerge la storia architettonica di una città. Un lavoro che può essere replicato anche all’Aquila. L’incontro con professori universitari stranieri è stato fecondo, perché tanto la Cristini, quanto la Gonzàlez Longo, dello studio Gonzales Longo e Theodossopoulos di Edimburgo, si sono impegnate a ritornare all’Aquila con gli studenti delle rispettive facoltà. La Gonzàles Longo nel suo intervento ha illustrato progetti realizzati in Scozia, soffermandosi in particolare sul recupero del Parlamento di Edimburgo. Il confronto è diventato interessante quando è stata la volta di mostrare quattro esperienze aquilane di restauro e consolidamento. Sono stati esposti i lavori riguardanti i restauri e recuperi dell’Abbazia di San Clemente a Casauria, del Palazzo Cappa Cappelli, piazza San Marco e altri progetti riguardanti la città dell’Aquila, realizzati da imprese specializzate come il consorzio Di Vincenzo & Strever, Cingoli, Frezza e Gavioli. Professionalità che oggi sono spendibili anche nel resto del mondo, come è emerso anche nel corso degli interventi.

Nella sessione pomeridiana si sono alternati sul palco il professore Claudio Varagnoli, il professore Mario Centofanti e, proveniente da Tunisi il professor Fakher Kharrat. E’ stata poi la volta della delegazione della Romania rappresentata da Irina Iamandescu dell’Istituto nazionale del Patrimonio e Mircea Crisan dell’università “Ion Mincu” di Bucarest e del deputato brasiliano Josè Aldemir Meirelles De Almeida.

Grande successo per l’iniziativa “Cantieri Aperti”, che ha fatto registrare anche nella terza giornata il pienone di partecipanti. A tal proposito Raniero Fabrizi, direttore dell’Ufficio speciale della ricostruzione dell’Aquila, ha sottolineato come “Cantieri Aperti” ha permesso “di rendere evidente e pubblica la grande qualità del processo di ricostruzione in atto all’Aquila, frutto anche della qualità dei giovani professionisti, bravi e motivati che lavorano per il suo ufficio”.

Molto soddisfatti gli organizzatori di “Officina L’Aquila”, il presidente di Ance regionale, Enrico Ricci, e il presidente di Carsa, Roberto Di Vincenzo: “Bilancio molto positivo, grande partecipazione, una prima esperienza molto positiva che sarà la base anche per altre esperienze future. Già in autunno ci sarà la seconda edizione di Officina L’Aquila. Già con le delegazioni straniere presenti stiamo riflettendo per portare una parte di queste iniziative all’estero, dove c’è una domanda di restauro che siamo riusciti a captare. Importante l’aspetto di laboratorio che sono i cantieri aquilani per gli studenti che saranno i futuri tecnici del nostro Paese”.

La lunga giornata di dibattiti moderata con equilibrio e competenza dal giornalista parlamentare Sky, Marco Di Fonzo, si è conclusa con un vivace dibattito tra il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, il professor Claudio De Vincenti (che prima di arrivare all’auditorium del parco ha visitato gli uffici della ricostruzione del cratere sismico a Fossa) e il vicepresidente della Regione AbruzzoGiovanni Lolli. Il sottosegretario Claudio De Vicenti ha sottolineato che “L’Aquila è esempio per tutti e modello per il mondo” e ha rinnovato l’impegno del Governo per L’Aquila e per i Comuni del cratere: “L’Aquila modello di ricostruzione, il Governo ha fornito gli strumenti ora si deve capire quale è la visione di rinascita post-sisma”. Il vicepresidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli ha esortato, invece, l’esecutivo a snellire le procedure legislative: “Serve un tavolo tecnico di confronto per trovare soluzioni ragionevoli”.

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