Negato l’accesso ai tesserati dell’ Asd Club Acquatico di Pescara a Le Naiadi, scoppia la protesta

13382153_10208512870312651_1442894489_nNel pomeriggio di oggi, venerdì 3 giugno 2016, i tesserati dell’Asd Club Acquatico di Pescara si sono visti negare l’accesso all’utilizzo degli spazi acqua e lo svolgimento di tutte le attività connesse presso il Centro Sportivo Le Naiadi, a causa di alcune problematiche insorte tra Le Naiadi e l’Asd sopracitata.
Sono scattate immediatamente le proteste dei tesserati, sono intervenute le forze dell’ordine e il presidente del Club Acquatico Riccardo Fustinoni ha così spiegato le proprie ragioni in un comunicato agli associati, nel quale si legge quanto segue:

« Sono 8 anni che il gestore Progetto Sport Gestione Impianti diffonde false notizie riguardanti l’incapacità dell’associazione sportiva che rappresento ad assolvere gli impegni presi, puntualmente smentite dai fatti. Vero è che l’unica società, la cui insolvenza è conclamata, risulta essere proprio la Progetto Sport Gestione Impianti s.r.l. che ha chiesto di accedere a un concordato in continuità aziendale per un debito acquisito superiore ai 2,5 milioni di euro. La realtà è che per 8 anni le tariffe applicate da libero imprenditore e senza controllo e vigilanza da parte della proprietà pubblica (Regione Abruzzo) hanno reso il complesso Le Naiadi un impianto a vocazione privatistica piuttosto che un bene pubblico con finalità sociali, facendo lievitare i costi per l’utenza sportiva sino a circa 1.400 euro per atleta a stagione. Per questi motivi ho effettuato pagamenti parziali, attendendo che la Regione risponda alle mie innumerevoli richieste, avanzate da tempo, di determinazione e pubblicizzazione delle tariffe da applicare alle società sportive agonistiche così come contenute e desumibili nelle condizioni generali per l’uso dell’impianto sportivo, determinazioni per cui è imminente una sua pronuncia. A questo riguardo tengo a precisare che di tali istanze il gestore è perfettamente a conoscenza in quanto è la stessa Regione che gli ha chiesto delle delucidazioni in merito. Aggiungo, inoltre, che saranno da ricalcolare anche le somme indebitamente incassate negli anni precedenti e sempre da me contestate nei termini di legge. Spero che la Regione, quanto prima, intervenga in maniera decisa e repentina e decida per la decadenza del gestore e, soprattutto, che tutti gli utenti prendano coscienza che il problema tariffario, lamentato da me in tutti questi anni, a tutti i livelli istituzionali, è stato e resta ancora oggi, un problema della collettività».

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