L’Arminuta: intervista alla vincitrice del premio Campiello Donatella Di Pietrantonio

Marcello Nicodemo intervista Donatella Di Pietrantonio, fresca vincitrice con il suo L’Arminuta del premio Campiello. “L’Arminuta è davvero un gioiello narrativo, fatto di poche parole, spietatamente vere” sottolinea Nicodemo, nella chiacchierata per Officina Letteraria.

Ve la proponiamo di seguito.

POCHE PAROLE, SPIETATAMENTE VERE
Ho appena finito di leggere il romanzo di Donatella Di Pietrantonio L’ARMINUTA (edizioni Einaudi), storia di una ragazza che, affidata neonata agli zii benestanti e affettuosi e vissuta a Pescara fino ai tredici anni, si trova improvvisamente a dover ritornare in un paese dell’interno abruzzese, presso la famiglia d’origine, misera e brutale, che non ha mai conosciuto. La forza narrativa di questo “spaesamento” improvviso, come è caratteristico anche dei precedenti libri della Di Pietrantonio, è convogliata mediante un’economia verbale, qui anche venata di espressioni dialettali (per lo più italianizzate, alla maniera di Giovanni Verga) che possiede una “profondissima concisione”, ovvero la capacità di farci sentire le emozioni, i pensieri anche nascosti dell’Arminuta e degli altri personaggi fino in fondo, con pochi tocchi sapientemente trovati. E’ una storia dura, scabra, piena di Abruzzo e di suoni e immagini familiari per chi ci vive, ma il riverbero più importante è quello che qualsiasi lettore non potrà fare a meno di sentire. Sa di “paura, in gola”, di coraggio e di tenacia, di rabbia e di vergogna, di orgoglio e anche di tenerezza. Vi consiglio vivamente di leggere questa nuova bellissima storia dell’autrice di Penne e, se non l’avete ancora fatto, di guardare la videointervsta di OFFICINA LETTERARIA che abbiamo realizzato un annetto fa a casa sua, dove ci ha accolti con pasticcini, vino bianco francese e la sua inequivocabile gentilezza d’animo.

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