L’Aquila, incontro sui “vecchi e nuovi desaparecidos” il 13 aprile

In occasione del 40° anniversario del Golpe in Argentina celebrato lo scorso 24 marzo e nell’ambito della campagna di Amnesty International “Verità per Giulio Regeni”, il Circolo Arci Querencia organizza per mercoledì 13 aprile alle ore 17.30, presso la sede di Piazza d’Arti a L’Aquila un incontro sui “vecchi e nuovi desaparecidos” al quale parteciperanno Riccardo Noury, portavoce nazionale di Amnesty International Italia e Riccardo Verrocchi dell’associazione Kabawil – El otro soy yo.

L’iniziativa proposta, a partire dalla storia dei desaparecidos argentini, vuole far emergere e raccontare esempi di opposizione a questa pratica e in generale ai regimi dittatoriali di ieri e di oggi. Dalle Madres de Plaza de Mayo argentine, ai genitori di Ayotzinapa in Messico, fino al caso di Giulio Regeni: questi tre grandi casi sono accomunati dalla lotta costante per il raggiungimento della verità e della giustizia.

La pratica della desaparición è stata un pilastro dei regimi dittatoriali moderni dell’America Latina degli anni Settanta, ma continua ad essere ancora oggi uno strumento di soppressione e repressione del dissenso in tanti paesi del mondo. Nell’Argentina di Videla e della giunta civico-militare (1976-1983) sono stati 30mila i desaparecidos; altri 20mila ne sono scomparsi durante le altre dittature latinoamericane del Piano Condor.

Oggi la pratica della sparizione forzata è ancora molto attuata in molti paesi.

Primo fra tutti l’Egitto di Al Sisi, venuto alla ribalta delle cronache dopo il ritrovamento del corpo di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano trovato morto dopo una settimana di torture subite a causa delle sue ricerche accademiche sui movimenti sindacali di opposizione al regime egiziano. Ma non c’è solo l’Egitto. Casi di sparizione forzata avvengono quotidianamente anche in Messico, dove le bande criminali dedite al narcotraffico – con la complicità delle forze di polizia governative – sopprimono quanti si adoperano per costruire un paese migliore.

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