L’8 marzo inaugurata la mostra di Città per Vivere

E’ tornata la mostra fotografica di Città per Vivere nella Pinacoteca della Villa Comunale di Roseto, in questa seconda esposizione di marzo, arricchita di altri scatti di Antonio Mazzoni che fermano le immagini delle donne, davvero tante protagoniste delle ricostruzione post- bellica nel territorio di Roseto degli Abruzzi e dintorni

La mostra, inaugurata ieri 8 marzo, nel corso del pomeriggio, a partire dalle ore 16, 00 fino alle ore 20,00 è stata visitata da numerose donne attive a tutti i livelli, in ambito familiare , sociale, culturale, formativo, professionale che hanno onorato l’iniziativa anche attraverso un momento di incontro e di dibattito tenutosi nell’attiguo Salone della Villa Comunale sul tema: “Iniziative e progetti per la valorizzazione dell’azione delle donne sul territorio”.

Giorgia Settepanelli, docente del Liceo Saffo di Roseto ha rilanciato la proposta di “ un sorriso sospeso” elaborata dalla stessa con le sue classi, iniziativa già in atto in città ma che intende allargarsi.

Altre proposte in tale direzione sono state avanzate dalle partecipanti, si è parlato di orti cittadini , di orti botanici, di percorsi culturali all’interno della Riserva naturale del Borsacchio e nei borghi storici di Montepagano, Cologna Paese e Casal Thaulero, di un’economia che, partendo dal basso, indichi come poter valorizzare il territorio, senza distruggerne le risorse.

Nel corso dell’incontro coordinato dalla scrittrice Giovanna Forti ci sono stati momenti di profonda commozione sia quando le Poetesse Franca Prosperi, Rita Delicati e Lucia di Pietro hanno recitato loro liriche ispirate dal vissuto e dalla condizione delle donne di ieri e di oggi, sia quando la Poetessa Arianna Sforza ha recitato un monologo tratto dal libro di Dacia Maraini “Passi affrettati”, testimonianze di donne ancora prigioniere della discriminazione storica e familiare”, sia quando la Poetessa Tina Ferri ha recitato un monologo dalla stessa ideato su tema drammaticamente attuale della violenza contro le donne.

Non è mancata l’offerta di dolci e di frittelle, fatti in casa, frutto delle mani sapienti e dell’animo generoso di Antonietta Ginoble, a rammentare che la buona cucina di certe donne davvero speciali è ad un tempo opera d’arte e dono d’amore.

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