Il Parco va nei territori, ieri primo incontro

Il Comune di Rocca S. Maria, ha organizzato e ospitato ieri un incontro tra il Direttore, Domenico Nicoletti,  i competenti servizi dell’Ente e i diversi portatori d’interesse locali, finalizzato a conoscere ed affrontare le priorità del territorio, a partire  dalla problematica più urgente dei cinghiali.  Oltre al primo cittadino ospite, Lino Di Giuseppe, erano presenti il Sindaco di Valle Castellana, Vincenzo Esposito e il consigliere dell’Ente Graziano Ciapanna.

“C’è un sentimento generale e diffuso – spiega Nicoletti – secondo cui è da imputare ai Parchi la responsabilità di certe emergenze, in questo modo, invece, il Parco dimostra una volontà, anche coraggiosa, di andare nei territori, per dire che è  impegnato in prima linea e con grande impegno per risolverle”.

Si è trattato di un incontro comprensibilmente intenso, dibattuto e molto partecipato anche dagli amministratori delle Asbuc, dal Corpo Forestale dello Stato e ASL, oltre che da operatori, associazioni e cittadini.

“Accanto ai tavoli istituzionali – ha spiegato Ciapanna  – che sono stati avviati con le province e le regioni, è imprescindibile per il Parco conoscere il punto di vista degli agricoltori e degli operatori, senza escludere dal dialogo i cacciatori e gli ATC, per un confronto autentico che supera pregiudizi e recinti ideologici, in quanto l’obiettivo comune è trovare delle soluzioni efficaci”.

Quello di Rocca S. Maria è stato il primo di una serie di appuntamenti territoriali che il Parco sta programmando, con la collaborazione dei Sindaci,  in quelle aree da cui giungono sollecitazioni e proposte per una soluzione del problema,  come nel pescarese: comuni di Montebello di Bertona, Pescosansonesco, Carpineto della Nora; nell’Alta Valle dell’Aterno: Montereale, Capitignano, Campotosto, oltre che nell’area reatina e marchigiana del Parco: comuni di Accumoli e Aquasanta Terme.

Obiettivo degli incontri è anche quello di illustrare il progetto “Organizzazione e avvio della filiera per la macellazione, trasformazione e commercializzazione della carne di Cinghiale”, finanziato dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito della Direttiva “Biodiversità – 2014,  che si pone il fine di valutare e risolvere le problematiche connesse alla commercializzazione a fini alimentari delle carni di cinghiale.

A tal proposito, si tratta anche di informare in merito all’assegnazione di nuovi chiusini di cattura da affidare in gestione alle aziende agricole o a cooperative agricolo forestali  che ne facciano richiesta, e di proporre la creazione di eventuali consorzi Cooperativi,  come è già avvenuto in altre realtà dell’area protetta, per gestire insieme le fasi di una filiera (cattura, macellazione, trasformazione, vendita della carne) e trasformare il problema del cinghiale in una risorsa per le collettività locali.

 

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