Giulianova, COME INGUAIAMMO IL CINEMA ITALIANO LA VERA STORIA DI FRANCO E CICCIO” il 13 marzo

Domenica 13 marzo ORE 21,30

DOCUFILM

“COME INGUAIAMMO IL CINEMA ITALIANO

LA VERA STORIA DI FRANCO E CICCIO”

(Daniele CIPRÌ e Franco MARESCO – 2004)

A cura di: Roberto IACONI

Materiali di repertorio cinematografico e televisivo aprono l’analisi della vicenda artistica e personale di Francesco Benenato e Francesco Ingrassia, in scena Franco & Ciccio, con interviste a famigliari, a nomi noti tanto del cinema quanto della critica: da Monicelli a Kezich, da Buzzanza a Fofi, da Bertolucci a Pipolo. Dalla fame degli esordi alla scoperta da parte di Domenico Modugno, dai dieci film all’anno girati in coppia fino alla rottura e alle divergenze di vedute, con Franco che continua a fare il pupo e Ciccio impegnato nel cinema di autori come Fellini, Petri e Vancini. Ancora la riappacificazione, l’avviso di garanzia per Franchi nel 1989, la malattia e le ultime, poco felici, esperienze televisive.

Non è la supposta inconciliabilità tra pratiche alte e basse il centro di Come inguaiammo il cinema italiano – La vera storia di Franco e Ciccio, indagine affettuosa e creativa su un duo comico che ha incarnato, da ultimo, un’idea di rappresentazione pre-moderna, tutt’uno con la tradizione siciliana. Omaggio ad uno spettacolo strettamente regionale, il lavoro di Ciprì e Maresco non cerca, dunque, di includere l’arte di Franco e Ciccio nel troppo vasto tavolo delle “riscoperte”, quanto di contestualizzarla, di farla conoscere meglio, forse, di suggellarne l’arcaica unicità. I due comici siciliani non meritavano certo l’affronto di un approccio scientifico e, in questo, i due conterranei registi riescono ad assicurare il giusto grado di stralunata distanza mediante il loro tipico linguaggio: la voce di Maresco a commento, i quadri statici, le sceneggiate ricreate con gusto dell’assurdo, il critico Gregorio Napoli, le pause, gli errori, le risate gelate.

Oltre alle teorie che se ne possono cavare sui cambiamenti antropologici del Paese e dunque del pubblico cinematografico, questo documentario in bilico sulla fiction vale per la ricchezza degli aneddoti, dei materiali inediti, delle testimonianze spassose: Pippo Baudo, ad esempio, ricorda una cena con Giorgio De Lullo, Romolo Valli e Rossella Falk, infastiditi dagli schiamazzi di Franco e Ciccio, seduti in un tavolo vicino, a conferma di quanto la serie A e la serie B fossero allora davvero inconciliabili.

Come inguaiammo il cinema italiano – La vera storia di Franco e Ciccio non ha bisogno di essere forzatamente dissacrante come gli altri titoli di Ciprì e Maresco, qui alla loro ultima pellicola insieme, perché è il suo stesso oggetto di indagine ad essere fuori dagli schemi, ancora poco recepito e compreso. L’intervista a Lucio Fulci, il regista che ha meglio saputo sfruttare le potenzialità di Franco e Ciccio, è estrapolata dal prezioso La notte americana del Dr. Lucio Fulci di Antonietta De Lillo.

http://www.ilnomedellarosa.com/schedanews.php?id=1319

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