Festival mediterraneo della laicità: conclusa la nona edizione 

Si è conclusa domenica sera presso l’Aurum di Pescara, con l’assegnazione del Premio “LAICI PER IL MEDITERRANEO 2016”, il Festival mediterraneo della laicità che quest’anno è giunto alla nona edizione.

Il Premio è stato consegnato all’Avvocato Ilaria Valenzi, in rappresentanza del progetto “Corridoi Umanitari” del quale ha curato gli aspetti legali e attivamente partecipa alle fasi di accoglienza dei rifugiati che giungono nel nostro paese. I corridoi umanitari sono frutto di un Protocollo d’intesa sottoscritto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie, dal Ministero dell’Interno, Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione e la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e la Tavola Valdese.

 

Motivazione del Premio Laici per il mediterraneo 2016 del nono Festival mediterraneo della laicità.

 

La situazione in cui viviamo oggi non riesce a farci percepire la realtà: il pericolo ha superato per così dire la soglia di percezione. La cecità nei confronti della disumanizzazione è quindi espressione di un’incapacità oggettiva di fondo di affrontare cognitivamente ed emozionalmente ciò che non è percepito e definito.
Questo “gap prometeico” (o “dislivello prometeico”), segna il rapporto dell’uomo con le cose da lui prodotte, e soprattutto con le diseguaglianze e le violenze che molti essere umani subiscono per responsabilità di altri uomini di potere, e forma degli analfabeti emozionali. Il “mostruoso disumano” (che è troppo grande per noi) non ci lascia infatti soltanto freddi, ma non riesce minimamente a toccarci e a scuoterci. E una minor capacità percettiva dei pericoli porta con sé una minor capacità di provare angoscia di fronte ad essi. Per questo il nostro tempo può essere definito come “l’età dell’incapacità a provare angoscia” anche di fronte alla morte di migliaia di donne, uomini e bambini colpevoli solo di voler sfuggire alla morte, alle violenze cercando un futuro.
“I Corridoi umanitari sono una risposta concreta di speranza nella realizzazione di autentica solidarietà e accoglienza che sottrae esseri umani fragili all’abbandono e contemporaneamente riscatta l’umanità dalla sua ignavia, deresponsabilizzazione e dall’analfabetismo emozionale – ha dichiarato Silvana Prosperi, Presidente dell’Associazione “Itinerari Laici” che da anni nove anni organizza il festival – per questo abbiamo scelto di premiare i Corridoi umanitari a conclusione del nono festival mediterraneo della laicità sul tema Non aver Paura della Paura”.
Il premio è stato assegnato all’Avvocato Ilaria Valenzi, in rappresentanza del progetto “Corridoi Umanitari” del quale ha curato gli aspetti legali e attivamente partecipa alle fasi di accoglienza dei rifugiati che giungono nel nostro paese e è stato consegnato da Constantino Camblor, Presidente della Croce Rossa Italiana del Comitato di Cepagatti. Comitato che ha organizzato la #Humanity4Refugees, Missione Umanitaria che nel giugno 2016 ha consegnato aiuti per soccorrere le migliaia di persone contenute all’interno dei campi di accoglienza ai confini tra la Grecia e la Macedonia (Fyrom), consegnando beni di primissima necessità destinati perlopiù a donne e bambini. Durante il Festival, è stata allestita la Mostra fotografica che racconta, con gli scatti dei fotografi Lorenzo Di Gregorio e Ibrahim Malla, la Missione Umanitaria in Grecia. INFOwww.cricepagatti.it/Humanity4Refugees.htm

 

 

 

Cosa sono i Corridoi Umanitari.

I corridoi umanitari sono frutto di un Protocollo d’intesa sottoscritto da:
· Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie;

· Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione;

· Comunità di Sant’Egidio; Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia; Tavola Valdese.

 

Si tratta di un progetto-pilota, il primo di questo genere in Europa, e ha come principali obiettivi: evitare i viaggi con i barconi nel Mediterraneo, che hanno già provocato un numero altissimo di morti, tra cui molti bambini; impedire lo sfruttamento dei trafficanti di uomini che fanno affari con chi fugge dalle guerre; concedere a persone in “condizioni di vulnerabilità” (ad esempio, oltre a vittime di persecuzioni, torture e violenze, famiglie con bambini, anziani, malati, persone con disabilità) un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo; consentire di entrare in Italia in modo sicuro per sé e per tutti, perché il rilascio dei visti umanitari prevede i necessari controlli da parte delle autorità italiane.
I corridoi umanitari sono il frutto di una collaborazione ecumenica fra cristiani cattolici e protestanti: Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche, Tavola valdese hanno scelto di unire le loro forze per un progetto di alto profilo umanitario. I corridoi umanitari prevedono l’arrivo nel nostro Paese, nell’arco di due anni, di mille profughi dal Libano (per lo più siriani fuggiti dalla guerra), dal Marocco (dove approda gran parte di chi proviene dai Paesi subsahariani interessati da guerre civili e violenza diffusa) e dall’Etiopia (eritrei, somali e sudanesi).
L’iniziativa è totalmente autofinanziata dalle organizzazioni che lo hanno promosso, grazie all’otto per mille della Chiesa Valdese(www.ottopermillevaldese.org) e ad altre raccolte di fondi.

Non pesa quindi in alcun modo sullo Stato.

La stessa Comunità di Sant’Egidio (www.santegidio.org), la Federazione delle Chiese evangeliche (www.fedevangelica.it) nell’ambito del progetto Mediterranean Hope (www.mediterraneanhope.com)  e la Tavola valdese provvedono alle spese per l’ospitalità dei profughi.

Alcune associazioni, presenti da mesi nel campo libanese di Tel Abbas, hanno facilitato, con il loro generoso impegno, la realizzazione del progetto

 

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