Sant’Omero, TEATRI PARALLELI 2016: 3500 Parole il 3 settembre

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Data
dal 03/09/2016
dalle 21:15 alle 23:30

Luogo
Sant'Omero

Categorie


3-013 SETTEMBRE, ore 21.15

COMPAGNIA L’URLO, Centro di Salute Mentale Marco Cavallo – BRINDISI

“3500 Parole”

Con: Donato Bruni, Piero Di Stefano, Davide Monte, Antonio Gennaro, Loredana Palmisano, Rosa D’Angelo, Cosimo Belluscio, Gennaro Dinota, Antonella Gallo, Luigi Rogoli e Carlo Minervini e Maddalena Guida.

Regista-Tecnico: Rosario Diviggiano

Direttore di Scena: Veronica Pesari

Regia: Rosario Diviggiano

In 3500 parole la vita all’interno degli ospedali psichiatrici giudiziari si palesa, sin da subito, come una routine incessante, fatta di gesti stereotipati che alimentano un processo di depersonalizzazione; così gli internati si guardano l’un l’altro, come in uno specchio, senza però vedersi davvero.

L’opera cerca di dar voce a chi non ce l’ha, di rendere il pubblico consapevole di situazioni e condizioni ingiustificate, lasciando agli internati stessi la possibilità di spiegare come sono giunti in ospedale psichiatrico giudiziario; chi firmava assegni in bianco, chi peccava di esibizionismo, chi ha persino dimenticato la ragione del proprio  internamento. Ed è qui che si esprime a pieno la vena tragicomica dell’opera, portata all’estremo in alcune situazioni, come nella scena del tribunale, proprio affinché il messaggio possa giungere in tutto il suo clamore. I 3 narratori, spettatori inermi di tutto questo vissuto, rappresentano la voce del popolo che pone e si pone domande scottanti quali “e la malattia? E le allucinazioni?…Voi dite che il matto è di norma capace di intendere e di volere e che ha diritto a stare in giudizio in tribunale?”. Un diffuso sentimento di inquietudine, paura, tipico dello stigma che da sempre accompagna il disagio psichico.

Il tema è oramai caro al Centro Marco Cavallo e, mentre la chiusura degli OPG continua ad essere procrastinata, nonostante un impegno legislativo esiga il contrario,noi gridiamo a gran voce lo sdegno per l’esistenza di un istituto anacronistico quale l’OPG, ultimo retaggio di una pratica manicomiale certificata.

E così, al termine della rappresentazione, una voce fuori campo, riporta tutti alla realtà equiparando il 1973, anno della prima uscita pubblica del Marco Cavallo dal manicomio di Trieste, ad oggi, con la viva speranza che il cavallo azzurro, eroe invisibile ma presente, della nostra opera, possa ancora una volta sfondare delle porte, quelle degli OPG e permettere a noi tutti di urlare: IO C’ERO!

In caso di pioggia gli spettacoli avranno luogo presso la palestra della scuola elementare e presso la Sala Bice Valori (nei pressi di Piazza De Curtis)

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