Roma, presentazione I Cantici del Perdono il 6 settembre

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Data
dal 06/09/2016
dalle 18:00 alle 19:00

Luogo
Roma

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copertinaLa Fondazione Carispaq partecipa al Giubileo dell’Università. Martedì prossimo 6 settembre alle ore 18.00 presso Palazzo Ferrajoli a Roma ( Piazza Colonna 355) presenta il volume “I Cantici del Perdono. Laude e Soni nella devozione aquilana a San Pietro Celestino” di Francesco Zimei ed. Libreria Musicale Italiana, pubblicato con il sostegno della Fondazione Carispaq. L’evento organizzato dal Centro per la Promozione del Libro  è inserito nel programma Jubilaeum Exhibition che si svolgerà dal 6 all’11 settembre prossimi proprio in occasione del Giubileo dell’Università.

La presentazione del volume si svolgerà alla presenza di S.E. Mons. Lorenzo Leuzzi, Presidente del comitato Giubileo delle Università e dal Presidente della Fondazione Carispaq Marco Fanfani.

A parlare dell’ opera  sarà l’autore  stesso, Francesco Zimei, mentre al termine della presentazione l’ Ensamble Micrologusinterpreterà alcuni passaggi del volume tra cui quelli dedicati ad Amatrice in ricordo delle vittime del sisma del 24 agosto scorso. Protagonista della serata inaugurale del Jubilaeum Exhibition sarà dunque la musica come momento propiziatorio dei giubilei medievali. A sancirne l’importanza fu Papa Celestino V, il quale nella bolla istitutiva della Perdonanza aquilana (1294), prima indulgenza plenaria della storia, promosse l’intonazione, da parte dei fedeli, di canti devozionali nella rituale visita della basilica di Collemaggio, dando avvio ad un ingente tradizione laudistica. A questo argomento è dedicato “I Cantici del Perdono. Laude e Soni nella devozione aquilana a San Pietro Celestino” frutto di una ventennale ricerca condotta dall’autore su fonti spesso inedite conservate in varie parti d’Italia (ma anche d’Europa e degli Stati Uniti). Muovendo da un episodio di grande risonanza storica come il Perdono, l’indulgenza plenaria concessa da Celestino V in occasione della sua incoronazione (1294), analizza per i successivi cinque secoli la sua cospicua ricaduta sulle attività musicali aquilane in forza della prescrizione, da parte del Pontefice, a celebrare tale ricorrenza con «inni e cantici». Oltre a influire direttamente sul canto delle laude, come denota il congruo numero di testi aquilani superstiti, tale disposizione portò nel 1434 la municipalità a istituzionalizzare «pro salute animarum» il concomitante ballo purificatorio che si teneva nei quattro giorni antecedenti la festa, disponendo la nomina di tre maestri di danza per ogni quartiere affinché guidassero il popolo nella preparazione del rito. “L’ingente documentazione raccolta, comprensiva di tutte le concordanze musicali, di un ampio numero di intonazioni e dell’intera contabilità amministrativa superstite (oltre mille musicisti censiti tra Quattro e Settecento tutti all’epoca regolarmente pagati) – spiega l’autore Francesco Zimei – costituisce un imprescindibile punto di partenza per l’auspicato recupero storico della Perdonanza Celestiniana nelle sue prerogative più autentiche. Tra le novità che questo saggio contiene la prima riguarda il coinvolgimento di tutta la popolazione nella preparazione delle celebrazioni celestiniane – continua Zimei –  il cittadino era parte attiva di tutte le manifestazioni legate a queste feste mentre oggi si trova relegato a mero spettatore; tra le scoperte più significative, invece, c’è l’identificazione di un nuovo grande protagonista della produzione letteraria aquilana del tardo medioevo l’Abate di San Silvestro  Buccio di Pietruccio di Petracca da Collebrincioni autore fra l’altro dellaLeggenda de Sancto Tomascio”

 

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