Pescara, TSFD DITELO ALLE STELLE

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Data
dal 20/05/2017 al 21/05/2017
dalle Tutto il giorno

Luogo
FLORIAN METATEATRO

Categorie


TSFD DITELO ALLE STELLE, i prigionieri dell’Arandora Star

Sabato 20 ore 21.00 e domenica 21 maggio ore 18.00 – Florian Espace

per La storia si fa teatro

Viene presentato in “anteprima”  uno spettacolo teatrale che parla di guerra e di emigrazione,  ispirato alla vicenda storica  dell’affondamento dell’Arandora Star (2 luglio 1940)

testo e regia Federica Vicino  con Davide Clivio,  Massimo Leone e con Daniele Di Masci, Pierluigi Lorusso, Federico Sponsilli  musiche originali Angelo Valori produzione Florian Metateatro

Durante la Seconda Guerra Mondiale, i paesi di entrambi gli schieramenti applicarono l’internamento dei cittadini originari dei paesi nemici per timore dello spionaggio. L’Arandora Star, imbarcazione britannica che era stata una nave da crociera, fu riconvertita dal governo inglese in nave cargo e adibita al trasporto degli internati dell’Asse in Canada. La nave fu sovraccaricata e i prigionieri furono ammassati nelle cabine, trasformate in celle. Inoltre, senza una ragione plausibile, lo scafo venne ridipinto di un anonimo grigio e l’imbarcazione non esponeva alcun segnale convenzionale che potesse far identificare la sua reale funzione (come il simbolo della Croce Rossa). Il 2 luglio 1940, a largo della costa nord-ovest dell’Irlanda, fu colpita da un siluro lanciato dall’U-Boot U-47, e affondata. L’equipaggio dell’U-Boot dichiarò in seguito di essere stato tratto in inganno dalla livrea grigia che faceva sembrare la nave un mercantile provvisto di armi in dotazione alla marina britannica. L’Arandora Star, senza più potenza motrice, affondò in trentacinque minuti. Persero la vita più di ottocento persone, 446 delle quali erano italiane. La tragedia dei deportati dell’Arandora Star riassume in sé gli elementi tipici che potrebbero contribuire a scrivere una delle tante pagine di “storia sociale” del nostro paese,. E’ una vicenda che parla di emigrazione, di uomini che fuggono dalla miseria in cerca di un futuro migliore; è una vicenda che parla di emarginazione, di diffidenza, di razzismo; è una vicenda che parla di guerra, di folli ideologie e di altrettanto folle sete di potere…Pochi hanno notizia di questa immane tragedia che, accanto a molte altre, ha segnato la storia italiana della Seconda Guerra Mondiale. Pochi sanno come andarono realmente le cose. Pochissimi ricordano e riflettono sul valore del sacrificio di chi è vissuto nell’ombra ed è morto nell’ombra. Da questi spunti, da queste riflessioni, nasce l’idea di allestire lo spettacolo: “Ditelo alle stelle”. La necessità è sempre e solo una: tenere viva la memoria. E anche tenere ben presente che dietro il “numero delle vittime”, che di solito viene riportato nelle cronache, ci sono persone, persone vere, con le loro anime, le loro storie, i loro affetti, le loro grandezze, le loro miserie, i loro sogni, le loro aspirazioni, le loro paure. Perché la guerra non è fatta di numeri, ma di persone.

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