“Periferie esistenziali” è il tema della Giornata Nazionale della Psicologia, promossa dall’Ordine Nazionale degli Psicologi, grazie alla fondamentale collaborazione dei vari Ordini Regionali, che si tiene il 10 ottobre, con centinaia di eventi ed iniziative che occuperanno tutta la prima metà di ottobre.

Queste “periferie” si riferiscono alle tante e diverse forme di disagio che riguardano le persone nelle diverse situazioni e fasi della vita, e che si esprimono a livello individuale ma anche di coppia, familiare, nelle relazioni e nei diversi contesti dell’esistenza. Visti non come “luoghi comuni” ma come espressione concreta di difficoltà che trovano nella lettura psicologica forma, significato e possibilità di ascolto e risposta, la costruzione di nuove prospettive.

Attivati negli anni ’70 i corsi universitari (oggi cinque anni di laurea, uno di tirocinio e poi esame di stato con quattro prove per essere psicologo, altri quattro o cinque anni di specializzazione per essere psicoterapeuta) e nel 1989 l’ordine, la professione psicologica è rapidamente cresciuta nel nostro Paese, divenendo una realtà operativa in molti contesti.

I progressi scientifici hanno sempre più messo in evidenza il ruolo della dimensione psicologica nei processi sociali, relazionali, nei comportamenti e nella biologia: emerge con forza l’interdipendenza tra psiche, cervello e organismo, oggetto di un convegno internazionale che si terrà a Roma il 14 ottobre a cura del Consiglio Nazionale dell’Ordine Psicologi (CNOP).

Se l’immagine dello psicologo è ancora spesso legata alla patologia e al lettino di Freud, oggi in realtà è sempre di più un professionista delle relazioni ai diversi livelli (intrapsichiche, mente-corpo, individuo-contesto, nelle diverse dimensioni sociali), perché la funzione della psiche e dello psichico è significante ed intrinsecamente relazionale. Per questo c’è bisogno degli psicologi in tanti contesti diversi, dalla scuola agli ospedali passando per i luoghi di valoro e di comunità, con funzioni non solo “riparative” ma di counselling, di prevenzione e promozione di atteggiamenti e comportamenti salutari.

Un bisogno riconosciuto dai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza del 2017 (gli interventi ritenuti indispensabili ed utili per la salute e che Stato e Regioni si impegnano a garantire) che sanciscono l’importanza di usare la psicologia per fare prevenzione efficace, per impedire che il disagio divenga malattia, per promuovere le risorse delle persone e dei contesti.

“E’ importante far conoscere le potenzialità della psicologia e degli interventi che lo psicologo può fare nei diversi contesti – afferma il Presidente Nazionale dell’Ordine Fulvio Giardina – ed è questo lo scopo della Giornata Nazionale della Psicologia, che vuole mandare un messaggio chiaro: attenzione e ascolto per chi si trova a vivere in una “periferia esistenziale” (i cosiddetti luoghi lontani dell’animo) e la possibilità di un aiuto concreto ed efficace che vuol dire credere ed  investire sul capitale umano”.

Di fronte a problemi crescenti nei singoli e nella società la comunità professionale degli psicologi è impegnata a livello di analisi dei bisogni e di messa a punto di azioni e interventi in grado di coniugare efficacia ed efficienza, perché queste risposte non possono essere più viste come un “lusso” per pochi ma come una risorsa per molti.

In questi giorni, sono centinaia gli eventi di incontro tra psicologi e cittadini che si svolgeranno in moltissimi centri piccoli e grandi del Paese. E con l’iniziativa “Studi aperti”, migliaia di professionisti saranno a disposizione degli utenti per incontri informativi e consulenze gratuite (info per eventi e Studi Aperti su www.psy.it/giornatapsicologia/studi-aperti/

“Oggi abbiamo dati che mostrano la capacità di un aiuto psicologico mirato di modificare le situazioni, con costi che sono di gran lunga inferiori ai benefici che producono – aggiunge Giardina – e questo consente di uscire da una idea vaga del nostro lavoro e affermarne la sostenibilità e l’utilizzo su scala vasta.”

In sostanza di fronte alla complessità dei problemi lo psicologo non banalizza ma è in grado di fare sintesi e di aiutare a trovare il bandolo della matassa. Molte esperienze negative possono segnare il percorso di vita delle persone. Ed è qui che diventa spesso essenziale il sostegno di un professionista preparato per recuperare quella spinta propulsiva che fa uscire dalla marginalità e riprogrammare il proprio progetto di vita. In questi casi, l’ascolto attivo da parte dello psicologo, può contribuire a ridefinire la cosiddetta capacità progettuale per singoli, famiglie e intere comunità di riferimento.

Intercettare i bisogni in modo intelligente e dare risposte concrete e tempestive in una logica di rete e di collaborazione con altri professionisti, è questa la sfida. Una psicologia propositiva e progettuale che vuole contribuire a costruire percorsi e risposte non estemporanee ma basate su normative e programmi validi, innovativi, in grado raccogliere le sfide e trasformarle in nuove opportunità.

Lo psicologo non è la “panacea” della crisi della società complessa né aspira ad esserlo, ma certamente è un professionista che conosce le chiavi della complessità e la capacità di creare integrazione e – in un mondo a risorse limitate – di svilupparle. Con questo sguardo gli psicologi italiani accendono i riflettori sulle “periferie esistenziali”, con l’obiettivo di entrare nelle pieghe dei bisogni e favorire il confronto e la sensibilizzazione, ad ogni livello, sulle tematiche di cui si occupa la professione psicologica, attraverso una corretta informazione sui temi sensibili quali la promozione della persona, delle relazioni umane, della convivenza, la lotta alle diverse forme di disagio e fragilità, il benessere e la qualità della vita dei singoli e delle comunità.