L’Aquila, IMMOTA MANET di e con Luigi Guerrieri

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Data
dal 31/03/2017
dalle 21:00 alle 23:00

Luogo
MU.SP.A.C.

Categorie


IMMOTA MANET Resta Immobile
 
di e con  Luigi Guerrieri
occhio esterno: Samuel Müller
aiuto alla drammaturgia: Balàzs Várnai
aiuto alla ricerca: Beatrice Vollaro
consulenza storytelling: Kientéga Pingdéwindé Gérard (KPG)
musiche originali: Marco Merli
in collaborazione con Francesco Chiari e Franco Cocco
luci e tecnica: Massimo Sconci
31 Marzo 2017 ore 21:00
MU.SP.A.C.
(via P. Ficara, Piazza d’Arti) L’Aquila
“A l’Aquila la poesia fiorisce sui muri diroccati, i poeti vivono nelle auto, davanti alle macerie delle loro case. Le anziane vestite a lutto si battono il petto piangendo, mentre nulla assomiglia più a come era prima: case, cose, persone, sembra che persino la memoria abbia perso i propri connotati”.
Va in scena al MU.SP.A.C. “Immota Manet – resta immobile”, spettacolo vincitore (ex equo con “Inossidabile miele” di Domenico Cucinotta) dell’ultima edizione del Festival Inventaria nella sezione monologhi/performance,  che racconta attraverso una raccolta di storie e testimonianze il terremoto dell’Aquila del 2009.
In scena un attore, un microfono, una sedia per un allestimento scarno ed essenziale cornice di un racconto evocativo fatto di tante piccole storie, ascoltate, inventate, vissute oppure mai accadute, intrecciate all’esperienza del narratore. Un uomo dall’altra parte dell’Europa, nato e cresciuto a L’Aquila e partito ormai da anni, che nello spazio immaginario della sua città natale, riporta un racconto anonimo e collettivo nato dall’ascolto di testimonianze, poesie, “calcinacci” e risultato della sofferta lontananza dalla sua terra così colpita dalla  catastrofe.
Punto cruciale dello spettacolo è l’uomo, il suo relazionarsi con qualcosa di ingestibile come il terremoto. La sua accettazione, adattabilità, disperazione oppure resistenza. Il risultato è una narrazione che vorrebbe essere lineare ma che inevitabilmente si frammenta. C’è la storia del narratore che vede il tutto da fuori e poi le storie di chi il terremoto l’ha vissuto e subìto C’è la parola ma anche la danza, la musica, il movimento, il dialetto, il grammelot.
Da questo groviglio emerge un personaggio, anzi un anonimo. Un poeta, un po’ filosofo, dal bicchiere facile. Il tizio del paese che tutti conoscono ma pochi frequentano. Lui è quello che ha resistito, che non ha voluto piegarsi alla realtà dei fatti, che ha parcheggiato la macchina di fronte i resti di casa sua e lì dormiva, in un paese ormai fantasma.
Un tema più che mai attuale dopo gli ultimi avvenimenti sismici che hanno colpito e distrutto diverse cittadine del centro Italia, che senza sfociare nella retorica o nella commiserazione, porta in primo piano una riflessione profonda e mai banale sull’uomo e sulla sua fragilità.
Info e prenotazioni: 3496365670- 3405544632
Qui il trailer:

https://www.youtube.com/watch?v=ojv8DjbCzCA

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