L’Aquila, ANIMAMMERSA PROPONE “DERT” AL FESTIVAL DELLA PARTECIPAZIONE

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Data
dal 07/07/2017 al 08/07/2017
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Luogo
L'Aquila

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Il 7 luglio 2017 alle ore 21,30 nel cortile di palazzo Ciolina a L’Aquila

Il 6 aprile 2015 Animammersa realizzò l’evento “Oggi non si parla di guerra” condividendo il ricordo del 6 aprile 2009 con un altro 6 aprile dell’anno 1996, inizio dell’assedio di Sarajevo, entrambi tragici, fatti di perdite e di dolore, uno spartiacque tra una vita e l’altra, inevitabilmente nuova fatta di reazione, coraggio e nuove consapevolezze. Coincidenze di date e bisogno di allargare lo sguardo ad esperienze di reazione e coraggio hanno fatto incontrare l’Associazione Culturale Animammersa e la Cooperativa agricola INSIEME, fondata nel 2003 a Bratunac a pochi chilometri da Srebrenica, ospitando in città Rada Žarković la presidente, Skender Hot il direttore e con loro il fotoreporter Mario Boccia il quale sin dalla fondazione ne segue da anni ogni passo, tra difficoltà e successi, facendosi portavoce, attraverso la sua fotografia, del grande valore di questa iniziativa nata per favorire il ritorno a casa delle persone cacciate dalla guerra, che rappresenta un’esperienza importante di resistenza femminile e di riconciliazione postbellica. Donne, semplici cittadine, che hanno trovato la forza per opporsi alla catastrofe che le aveva schiacciate trovando nella produzione dei lamponi “frutti di pace” un modo per trasformare la parola “ritorno” nella parola “restare”, riconquistando la propria dignità e diventando esempio per tutti. Quel giorno non si voleva parlare di guerra, ma di ricostruzione e futuro. Ascoltammo i loro racconti e Skender ci aiutò a interrare tre piante di lamponi. Mario e Stefano Martone erano presenti con le loro telecamere. In quei mesi lavoravano alla realizzazione di DERT, oggi pluripremiato documentario. C’è tra quei fotogrammi anche un po’ della nostra città. L’esperienza fu così forte quanto importante fu ripercorrere quella storia, rivedere quei volti, ascoltare chi è riuscito a creare un modo per rinascere attraverso l’affermazione del diritto al lavoro, al reddito e alla cittadinanza, diritti imprescindibili ma per loro natura fragili quando si danno per acquisiti. Certe cose sembra che accadano nel momento giusto, era giusto allora incontrarli, conoscerli ed è giusto che Dert ora sia nel cartellone del Festival della Partecipazione, non in una vetrina qualsiasi ma qui a L’Aquila.

Mario Boccia: è fotografo e giornalista specializzato in reportage sociali e di attualità internazionale. Ama definirsi “non-fotografo-di-guerra”. Da “free lance” collabora e pubblica articoli e fotografie con le maggiori testate giornalistiche italiane. In particolare è stato corrispondente e inviato de “Il Manifesto” da Sarajevo, Belgrado, Pristina, Skopje, Dyarbakir e Baghdad. Le sue foto sono state utilizzare per promuovere campagne di solidarietà di varie ONG, organizzazioni no profit e Agenzie delle Nazioni Unite come UNHCR, TERRE DES HOMMES, AMREF, LEGAMBIENTE. Per quindici anni ha lavorato negli scenari di guerra o di alta tensione sociale in tutto il mondo sempre cercando di individuare segnali di speranza e di ricostruzione anche nelle situazioni più disperate.

Mario e Stefano Martone: hanno realizzato lavori di documentazione sociale e antropologica in Bosnia, Sud America, Palestina e Libano. Dal 2006 al 2010 hanno coordinato corsi di realizzazione video nei campi profughi palestinesi del Libano. Sono tra gli autori del documentario NAPOLI 24, prodotto da Indigo Film e presentato al Torino Film Festival 2010. Lucciole per lanterne (2013), ambientato nella Patagonia cilena, è stato riconosciuto di interesse culturale dal Mibact e presentato in più di 70 festival in 25 paesi, ricevendo premi e riconoscimenti. DERT è stato presentato in Francia, Spagna, Serbia, Turchia e in diverse città italiane. La giuria del Festival delle Terre di Trento ha riservato a DERT una menzione speciale con la seguente motivazione: “per averci raccontato che dentro ogni storia orribile c’è sempre una via d’uscita e questa è la possibilità di ricostruire un paese con la convivenza”

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