L’Aquila, al Varco il 16 luglio il finissage di Wildnis, mostra di Lucilla Candeloro

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Data
dal 16/07/2016
dalle 17:00

Luogo
L'Aquila

Categorie


Il 16 luglio alle ore 17.00, presso V.AR.CO. a L’Aquila, si terrà il finissage di “WILDNIS” , mostra personale di Lucilla Candeloro, con testo di Marco Trulli.
“WILDNIS”. L’esperienza del bosco

di Marco Trulli
La ricerca di Lucilla Candeloro è incentrata sulla relazione con il bosco come luogo di astrazione, territorio in cui condurre una indagine sulle forme naturali e in cui mettere in moto processi di selezione, smembramento e ricostruzione di un universo selvatico. Le cortecce sono mappe sensibili, epidermidi inquiete, frammenti di un paesaggio interiorizzato. Le trame delle cortecce, in questo caso, confondono le proprie geometrie naturali con le texture metalliche del centro aquilano in ricostruzione. Ma le fratture, gli squarci e le rugosità del legno sono impossibili da definire in maniera didascalica. Sono intagli del gesto istintivo che disegna trame e incidenti del segno senza tregua.
La mostra di Lucilla Candeloro è una mappa mentale del bosco, disseminata negli spazi della galleria come esperienza possibile di smarrimento in una selva, o meglio, in un moltitudine di frammenti selvatici che si compone di resti simbolici.
Questa escursione perigliosa si snoda attraverso l’esposizione di una selezione di forme ricorrenti del paesaggio visivo boschivo: cortecce, radici, tronchi. In realtà le immagini sono trasfigurate dall’esperienza, dalla memoria e dal gesto dell’artista. Le trame vive dei carboncini di Lucilla Candeloro sono calchi, impressioni mentali sedimentate durante le sue frequentazioni selvatiche. Piuttosto che rappresentare, l’intento è quello di definire il proprio stato di perdita di sé e immedesimazione nel bosco. In questo senso, la linea di ricerca dell’artista, precedentemente incentrata sui ritratti, ora si concentra su cortecce e radici, senza perdere la capacità di trasmettere la personalità o gli umori dell’immagine disegnata.
Sulla superficie il segno frana, si disfa secondo una gestualità sismografica, oppure si dissolve (come Paesaggio senza titolo) creando una nebbia cromatica che trasforma il paesaggio in una proiezione mentale. Le radici sospese, invece, alludono direttamente al sovvertimento dei piani e delle convenzioni che si verificano nella selva, intesa appunto come universo rovesciato. Il sentimento panico della natura è una vertigine che alimenta la trasfigurazione del bosco come luogo allo stesso tempo familiare ed estraneo, ovvero perturbante (Unheimlich).
Questa fascinazione e reinvenzione del bosco di fatto non è altro che la ricostruzione di un mondo in cui le forme naturali diventano personaggi, protagonisti ricorrenti di un paesaggio percepito come teatro (Iconemi direbbe EugenioTurri).
Wildnis (dal tedesco Selvaggio) è un’immersione nel selvatico, un passaggio al bosco, atto radicale teorizzato da Jünger nel Trattato del ribelle, itinerario di conoscenza e appropriazione di un alfabeto visivo di trame, intrecci e nodi che diventano la lingua con cui esprimersi, le ombre in cui nascondersi.

Lucilla Candeloro (Lanciano1978), vive e lavora tra Casoli(Ch) e Roma. Espone in Italia e all’estero dalla Charles Donwahi Foundation di Abidjan alla Independent Art Fair di Stoccolma. Dal 2011 il suo interesse si concentra sul tema della natura presentando i nuovi lavori nella Galleria Cesare Manzo di Pescara con testo di Giacinto Di Pietrantonio. Dal 2013 collabora con la Galleria Montoro 12 Contemporary Art di Roma.
Recenti mostre personali: L’age d’or Trevi (Pg) 2015; Galleria Cesare Manzo Pescara 2014; Museolaboratorio Città Sant’Angelo (Pe) 2012; Il tu essenziale Montefalco (Pg) 2009.
Tra le principali collettive: Art Karlsruhe (2016); My Roots can hear the leavers grow Montoro 12 Roma, Our Generations Penne (Pe), ArtVerona, Bologna Arte Fiera (2015); DEEP Circoloquadro Milano, Stockholm Indipendent Art Fair (2014); Iside Contemporanea Museo Arcos Bn, PREVIEW Montoro 12 Roma (2013); XLV PREMIO VASTO, Fuori Uso In Opera Pescara (2012); Charles Donwhai Foundation Abidjan, In Chartis Mevaniae Born Again (2010); Roots Madrid (2009); Terra di Maestri Spello (Pg), Three Imaginary Worlds Palazzo Lucarini (2007); I love Abruzzo (2006).

V.AR.CO

. verdiartecontemporanea – è uno spazio che apre ad una dimensione contemporanea in un contesto precario e transitorio nel centro storico de L’Aquila.

Il progetto V-AR-CO è sostenuto dalla Fondazione Carispaq, Raffaelle Panarelli, Melfi Costruzioni, Metania e dalla asd MACO L’Aquila C5 come sponsor tecnico.

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