Castel del Monte, FESTIVAL INTERNAZIONALE CINEMA NATURALISTICO E AMBIENTALE: il programma del 12 agosto

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Data
dal 12/08/2016
dalle 00:00

Luogo
Castel del Monte

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roppoppo1“Se vi piace ascoltar cari signori e donne belle, mi venite accanto. D’antichi cavalier, d’armi e d’amori Io vi voglio avvertir non è il mio canto, Ma sol di greggi amate e di pastori io questa volta di cantar mi vanto”

Comincia così, la Storia antica del tratturo, il poema in 177 strofe di Francesco Giuliani, pastore poeta di Castel del Monte.

A questa straordinario personaggio, morto nel 1970 ma ancora vivo nella memoria, il Festival internazionale del cinema naturalistico e ambientale, dedicherà l’ultima serata della sedicesima edizione, a Castel del Monte (L’Aquila), venerdì 12 agosto.

In programma anche la proiezione di documentario del “Mio amico cane”, di autori vari, dedicato al miglior amico dell’uomo e del pastore, cartoni animati di Bruno Bozzetto, e a chiudere una degustazione gratuita a base di prodotti tipici del Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, e di birre artigianali abruzzesi.

A ricordare e interpretare in musica il talento di Giuliani, nella piazza del borgo, a partire dalle ore 21.30, sarà, Franco Palumbo in arte Roppoppò il cantastorie, altro talento abruzzese, originario di Teramo, che dal folk e dai fortunati tormentoni che lo hanno reso celebre, negli ultimi anni si cimenta nella ricerca etnomusicale, riproponendo testi e sonorità tratte dalla tradizione, anche orale, dell’Abruzzo profondo e arcaico.

A Castel del Monte a Francesco Giuliani è dedicato un centro visite, e la sua figura è stata riscoperta come esponente esemplare dei pastori poeti, che ogni anno partivano con le loro greggi dai paesi dell’Abruzzo interno e percorrevano quasi 250 chilometri, lungo il Tratturo Magno, che dalla conca aquilana, superando il valico di Forca di Penne, porta verso il mare fino ad arrivare nelle campagne foggiane. Portando nel loro bagaglio da transumante anche le opere di Dante,Tasso e Ariosto, che offrivano ai pastori poeti l’ispirazione e la scansione metrica per comporre essi stessi stupendi poemi, che rappresentano oggil’eredità corale di un’epoca oramai scomparsa.

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