Atri, SULLE VIE DEL DON CHISCIOTTE il 7 agosto

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Data
dal 07/08/2016
dalle 16:30 alle 18:30

Luogo
Atri

Categorie


SULLE VIE DEL DON CHISCIOTTE Miguel De Cervantes nelle terre degli Acquaviva.

È questo il titolo scelto dall’Associazione “Sancho Panza” di Atri, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, La D.M.C. Riviera dei Borghi Acquaviva e la HIDDEN ITALY TOUR per lo spettacolo itinerante con Visita guidata in costume del Centro Storico della antichissima Atri, alla scoperta dei luoghi e dei personaggi che hanno ispirato Miguel De Cervantes nella stesura della sua grande opera, il Don Chisciotte.

L’Evento di terrà ad ATRI (TERAMO – ABRUZZO) il 7 agosto 2016, con inizio alle ore 16:30 in Piazza Duchi Acquaviva.

L’evento è GRATUITO e la prenotazione è obbligatoria: 348 35 44 383.

L’organizzazione vuole promuovere la scoperta/riscoperta del ruolo della Città di Atri e della famiglia dei Duchi Acquaviva, quali fonti di ispirazione per la mitica figura del Don Chisciotte.

Miguel de Cervantes, infatti, è stato uno scrittore, romanziere, poeta, drammaturgo e militare. È universalmente noto per essere l’autore del romanzo Don Chisciotte, uno dei capolavori della letteratura mondiale di ogni tempo, ma in pochi sanno che Atri fu il vero luogo d’ispirazione per la sua opera.
Il Cervantes, infatti, nella premessa dell’opera Galatea, dedicata ad Ascanio Colonna, ricorda di aver servito come “camarero” ad Atri i Duchi Acquaviva e, in particolare, Giulio Acquaviva.

Il romanziere, descrive soprattutto il carattere “sui generis” del giovane Cardinale Giulio Acquaviva, un uomo maldestro, esaltato, maniaco di avventure e di gloria e incapace d’innalzarsi al di sopra della realtà.

Le loro prime relazioni si strinsero a Madrid nel 1569, dove Giulio Acquaviva era stato inviato Papa da Pio V per presentare a Filippo II le condoglianze per la morte del figlio, il principe Don Carlos. Nel 1571, la famiglia Acquaviva partecipò alla grande Flotta della Lega Santa nella battaglia di Lepanto. Il Cervantes fu inviato in guerra dal nobile atriano, con la squadra dell’ammiraglio Agostino Barbarigo, prendendo parte agli scontri militari, assieme a Orazio Acquaviva, figlio di Giovan Girolamo. Sebbene febbricitante fu costretto a combattere e, ai fianchi della sua galea, su un battello con dodici uomini ai suoi ordini, si lanciò nella mischia. Fu ferito al petto e alla mano sinistra, che gli rimase rovinata per sempre. A Messina, dove la flotta fece ritorno, fu ricoverato presso l’Ospedale Maggiore della città. Fu proprio in Sicilia, in quel momento delicato della sua esistenza, durante la convalescenza, che egli iniziò a scrivere il suo capolavoro, il Don Chisciotte della Mancia.

Memore che la causa della perdita dell’uso dell’arto sinistro fu la partecipazione alla battaglia di Lepanto, su ordine e costrizione del Giulio Acquaviva, in molti ritengono che l’opera venne dedicata proprio al maldestro nobile atriano, vero ispiratore, quindi, del Don Chisciotte. Infatti, il nome del personaggio del romanzo, deriva dalle “chisciotte”, dei pantaloni, leggermente bombati in ventre e di color rosso, indossati abitualmente dal giovane ventiquattrenne Giulio Acquaviva.

Lo scopo di Cervantes, con il suo romanzo, fu quello di sottolineare l’inadeguatezza della nobiltà dell’epoca a fronteggiare i nuovi tempi che correvano in un periodo storico caratterizzato dal materialismo e dal tramonto degli ideali, ironizzando su personaggi che governavano al tempo e vendicandosi in maniera “leggera” dell’uomo che causò le sue menomazioni fisiche e che lo trattò “in quel modo triviale che tutti sanno, costringendo il misero poeta a cercare miglior sorte altrove”

 

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