Atri, La Mia Cantina, là sotto il 5 gennaio

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dal 05/01/2017
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Atri

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15493610_1230416180379833_6145027907992029543_oLa Mia Cantina, là sotto.
Adattamento teatrale dei ” Monologhi della Vagina” di Eve Ensler.

Eve Ensler scrisse la prima bozza dei Monologhi nel 1996, dopo aver intervistato duecento donne sulle loro idee sul sesso, relazioni, e violenza contro le donne. Le interviste cominciarono come conversazioni casuali con amici della Ensler, ed in seguito giunsero a comprendere anche racconti di terze persone.
Ensler ha dichiarato che il suo interesse per le vagine cominciò «crescendo in una società violenta». «L’emancipazione delle donne è profondamente connessa alla loro sessualità» e «io sono ossessionata dall’idea di donne violate e stuprate, e dall’incesto. Tutte queste cose sono profondamente legate alle nostre vagine».
L’opera è costituita da un numero variabile di monologhi letti da diverse donne. Ogni monologo è collegato alla vagina, attraverso diversi temi : sesso, stupro, amore, masturbazioni, mutilazioni, nascite, orgasmi e così via.
La concezione alla base dell’opera è che la vagina sia per le donne non semplicemente un organo del proprio corpo, ma anche la rappresentazione della loro individualità.

Cosa vuol dire essere donna oggi? Questa la domanda di partenza che ha spinto le attrici a mettere in scena l’opera di Eve Ensler.
Viviamo in una società dove il modello di donna che ci viene continuamente proposto è della Donna/Copertina : bella ,carismatica e indipendente. Molte donne oggi spendono più tempo a mostrare di aver raggiunto queste forme illusorie d’emancipazione o al contrario ad invidiare chi ha raggiunto tali forme illusorie d’emancipazione piuttosto che a capire veramente chi sono e cosa vogliono.
Per affrontare un percorso di autentica conoscenza occorre un posto sicuro, lontano da occhi indiscreti, un posto magari sporco, ma a noi familiare, dove metterci veramente a nudo e giocare con i nostri ricordi piangere dei nostri fallimenti e scoprire una nuova possibilità.
Due donne, due cantine, due soli colori a contraddistinguerle: il bianco e il nero.
Due donne e due vite opposte entrambe alla ricerca di sé: a volte gridando e a volte sottovoce denunciano i loro fallimenti e confessano i loro sogni.
Pochi gli elementi in scena, sono oggetti riposti in cantina spesso dimenticati al buio. Si accende la luce e le due donne si incontarno in un dialogo rassicurante e divertente si spegne la luce di nuovo buio.Silenzio. Tornerà ad accendersi la luce ad intermittenza prima su una cantina poi sull’altra il ritmo prenderà i toni e i colori di una confessione, i monologhi della vagina diventano l’occasione per parlare di se, perdersi nei ricordi e interrogarsi sul presente.
Lo spettacolo offre la possibilità di affrontare un percorso di scoperta o meglio di riscoperta dell’universo femminile. Con ironia, ingenuità ma anche spregiudicatezza e coraggio le attrici in scena vogliono far emergere tutta la femminilità di una donna che anche se a volte frantumata dal dolore e da esperienze negative riesce ad affermare la propria individualità.
Uno spettacolo che non vuole essere un inno al femminismo ma una scoperta di un’idea di donna che forse riposa in cantina, un’idea che concepita nel particolare attimo in cui siamo colte dallo stupore vaginale crea il desiderio di gridare la propria identità , di ricomporla in tutte le sue parti e le più piccole sfumature, come davanti ad un dipinto osserviamo la bellezza di un’esperienza unica e irripetibile-quella della scoperta di sé-e riscoprendoci torniamo di nuovo in vita, passando dal buio della cantina alla luce di una rinascita.

Parte del ricavato verrà donato al centro antiviolenza “La Fenice” di Teramo.

Interpreti: Nicola Acunzo, Emanuela Cichella, Nancy Fazzini
Scenografia: Azzurra Angeletti
Luci: SL Live Service
Regia: Emanuela Cichella Nancy Fazzini

Pomeridiana: ore 17
Serale: ore 21

Info e prevendite:
3335408102(Francesca)
info@nancyeffmusicalcompany.com

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