Atri, arte contemporanea di Stills of Peace. Il 3 settembre l’incontro conclusivo

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Data
dal 03/09/2017
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Atri

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Ad Atri oltre 10mila presenze grazie all’arte e alla cultura contemporanea con la quarta edizione di Stills of Peace Italia e Cina. Domenica 3 settembre l’incontro conclusivo organizzato da Fondazione Aria e Comune di Atri, con la presentazione dei cataloghi delle mostre di Yahon Chang, Matteo Basilé ed il volume sulla Cultura Dongba.

Il rendez-vous di fine estate con l’arte avrà inizio alle ore 19.30 presso il Teatro Comunale di Atri dove si svolgerà l’evento conclusivo di Stills of Peace and Everyday Life, Frammenti di Pace e Vita quotidiana, il progetto nato dalla sinergia tra Fondazione Aria, Comune di Atri, Fondazione Tercas e Museo Capitolare, con lo scopo di far conoscere le culture del mondo, attraverso il confronto, per superare la paura del diverso. Un tema quanto mai attuale che quest’anno ha avvicinato due culture di antichissime tradizioni, Italia e Cina, inserendole in una sfida contemporanea fatta di tre mostre di arte, una rassegna di cinema in lingua cinese CineChina, un evento in collaborazione con i Club Unesco e due appuntamenti con la lirica.

Domenica sarà l’ultimo giorno per visitare le due mostre, Impromptu e Starting from ThisHumanity, ospitate presso le scuderie di Palazzo Acquaviva, mentre è prorogata al 1 ottobre la mostra dedicata alla Cultura Dongba, presso il Museo Capitolare. Quest’ultima, dal titolo ‘La cultura Dongba, dalla scrittura pittografica dei Naxi all’arte contemporanea di Zhang Chun He’, abbraccia, con un’ampia panoramica, le tante dimensioni di una civiltà unica che rischia di scomparire, i Naxi, circa 250.000 abitanti che occupano la parte nord della provincia dello Yunnan, a sud ovest della Cina e ai piedi del Tibet. L’affascinante percorso tra le minoranze cinesi è stato alternato ad un’inedita selezione di manoscritti e codici miniati della collezione permanete del Museo a cura di Filippo Lanci, Astrid Narguet e Lucilla Stefoni.

Presso le Scuderie di Palazzo Acquaviva ultima chance di vedere le due personali: “Impromptu” di Yahon Chang a cura di Paolo De Grandis, Maria Rus Bojan e Francise Chang e “Starting from ThisHumanity” di Matteo Basilé a cura di Antonio Zimarino. Autore di opere dal forte impatto visivo, il maestro Yahon Chang ha prodotto in Abruzzo i lavori esposti, che sono stati poi ricomposti secondo la logica site-specific delle Scuderie Ducali di Palazzo Acquaviva. L’artista Matteo Basilé presenta nella sua mostra una serie di grandi fotografie che ritraggono personaggi di diverse culture e nazionalità, accomunati da una condizione di evidente lacerazione o sofferenza, di tipo interiore o esteriore.

Dalle 19.30, presso il Teatro Comunale di Atri, si terrà l’evento conclusivo, occasione nella quale saranno ripercorsi i momenti più importanti dell’edizione 2017, attraverso la presentazione dei tre cataloghi dedicati alle mostre, curati da Delloiacono Edizioni.

Il Presidente della Fondazione Aria, Alessandro Di Loreto, consegnerà le guide Unesco al Patrimonio dell’Umanità di Italia e Cina agli sponsor che hanno sostenuto il progetto: Fondazione Tercas, Valagro, Alma c.i.s., Angelucci Trasporti, Anxxa, Intesa San Paolo, Metalchimica, Reale Mutua Assicurazioni, Emilio Di Peco, Zecca Energia, Serena Majestic.

Seguirà l’ultimo appuntamento di CineChina, la rassegna cinematografica a cura di Pino Bruni, che ha accompagnato gli spettatori nella visione di una filmografia inconsueta, in lingua originale con sottotitoli in italiano, concentrandosi anche e soprattutto sull’antinomia, spesso lacerante, tra conservazione sempre più problematica della tradizione e una modernizzazione su modello occidentale con cui fare i conti. L’ultimo film in programma per la serata è il documentario BEHEMOTH di Zhao Liang, un documentario ambientato tra le montagne rocciose della Mongolia interna dove sorge un’immensa miniera di carbone gestita dai cinesi. In tale ambiente seminfernale lavorano migliaia di operai molto simili a formiche anche perché letteralmente anneriti dalle sostanze caliginose che rappresentano il pernicioso humus della loro alacre e sfibrante attività: una sorta di inferno (non per niente il titolo evoca il demone Behemoth, appunto, qui visto anche e soprattutto come disumanizzazione dell’individuo) in cui i malati ricoverati negli ospedali, quasi annientati dal lavoro, attendono la morte quasi come una liberazione. Un documentario in definitiva increscioso (tanto è vero che è stato censurato in Cina) che mostra come lo sviluppo dell’economia cinese si attui anche grazie a gironi danteschi come quello raffigurato nel film dove lo sfruttamento regna sovrano.

Per maggiori informazioni www.stillsofpeace.com

Facebook: Stills of Peace

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