Carunchio, GIORNATE FAI DI PRIMAVERA: visita Chiese il 19 e il 20 marzo

Chiesa di San Giovanni Battista (*) con il suo Organo Monumentale – La Chiesa sorge nel punto più alto del borgo fortificato di Carunchio e risale al XVI sec.. Degno di rilievo è il portale settecentesco in pietra, opera di scalpellini della bottega dei Calvitto di Pescopennataro. In fondo alla navata unica voltata a botte e decorata in un raffinato barocco seicentesco, collocato su una coeva cantoria lignea settecentesca che sormonta l’altare, spicca il monumentale organo del 1775, opera di F. P. D’Onofrio di Caccavone, con 45 tasti, 8 pedali e 31 canne, ancora perfettamente funzionante. L’organo di Carunchio è tuttora considerato uno dei più eccezionali dell’Italia Centrale, vista la presenza di tanti accessori e i particolari accorgimenti tecnici di straordinario valore armonico.

Chiesa del Purgatorio o di Santa Maria (*) – La piccola Chiesa del Purgatorio è di chiare origini medievali e si presenta con un prezioso rosone e un portale in pietra decorato con eleganti motivi a fogliame.

Al suo interno, invece, la navata unica custodisce un ciclo di affreschi rinascimentali, suddiviso in 9 riquadri, probabilmente quattro-cinquecenteschi, della Passione di Cristo, scoperti solo nel 1997, dopo essere rimasti sepolti sotto uno strato di calce dalla prima guerra mondiale. Tra tutte le scene, a destare maggiore interesse per la sua unicità, è quella definita dell’Ultima Cena, dove, all’usuale rappresentazione del Cristo e dei discepoli, si aggiungono due figure in piedi: sulla sinistra, una figura maschile, di profilo e palesemente estranea alla scena per via dell’acconciatura e del berretto rinascimentali, rappresenta presumibilmente il committente dell’opera oppure l’artista stesso; mentre, alle spalle di Cristo, occupa lo spazio centrale della scena una figura femminile dai lunghi capelli e con un’ampolla tra le mani: una donna che va identificata con la protagonista di un episodio evangelico avvenuto ben prima dell’Ultima Cena e di cui raccontano i quattro evangelisti sebbene in modo differente, Maria Maddalena. Questa singolare presenza lascia ipotizzare che nell’affresco si potrebbe identificare la scena come la Cena a Betania anziché l’Ultima Cena. E in questo caso ci troveremmo di fronte ad un’opera unica nel suo genere. Le caratteristiche iconografiche di questo affresco hanno attirato l’attenzione di alcuni studiosi dell’Università di Firenze e dell’Università Bordeaux Montaigne in Francia.

Infatti, gli affreschi di Carunchio sono citati nel video “Le Cénacle di Andrea Del Sarto” girato dalla dr.ssa Selvaggia Oricchio per il progetto «Histoires d’Art» coordinato dalla Prof.ssa Dominique Fratani, e pubblicato online sulla WEB-TV dell’Università Bordeaux Montaigne (dal minuto 17,29 al 18,54) http://webtv.u-bordeaux3.fr/etudiants/andrea-del-sarto; e ad esso è dedicato un saggio a cura di Manuela Cilè nel libro di Vladimiro Furlani “Carunchio tra territorio, arte e storia”, Editrice il Nuovo, Vasto, 2004; infine, l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, interpellato per i restauri necessari a disvelare il mistero che si nasconde nei dipinti, già conosceva gli affreschi della Chiesa del Purgatorio ed ha mostrato vivo interesse per l’opera.

L’affresco ha bisogno di interventi e restauri, e di finanziamenti. L’Amministrazione Comunale e il Sindaco, molto attenti a questo tesoro e alla tutela del territorio, vanno incoraggiati e sostenuti in ogni iniziativa idonea a conservare, far conoscere e salvaguardare il ciclo di affreschi appena descritto.

 

 

Elenco schede brevi

* Luogo fruibile a persone con disabilità fisica

C Luogo normalmente chiuso al pubblico

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