Abruzzese il riconoscimento di pasticcere

Parla abruzzese il riconoscimento della professione di pasticcere, così come il progetto di formare i detenuti per avviarli al mestiere di pasticceri e la certificazione per riconoscere il panettone dolce tipico d’Italia. Regolamentazione e riforme che arrivano dalla volontà di due abruzzesi: il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli e il presidente nazionale Conpait, Federico Anzellotti.

A gennaio ci sarà un tavolo tecnico in Parlamento per procedere a livello normativo con il riconoscimento della figura professionale del pasticcere con il sostegno della Conpait (Confederazione Pasticceri Italiani), mentre a marzo partirà un progetto pilota per insegnare ai detenuti a diventare pasticceri. In attesa di certificazione anche il panettone, riconosciuto dalla Conpait dolce tipico d’Italia, che ha avuto la meglio sul tiramisù e al Sigep di gennaio debutterà ufficialmente. E’ quanto emerso stamattina nel corso del convegno LA PASTICCERIA ITALIANA IN ITALIA E NEL MONDO. DA EXPO 2015 A EXPO 2020: MILANO DUBAI, che si è svolto a Roma, nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato, a cui hanno partecipato il Sottosegretario alla Giustizia, la senatrice Federica Chiavaroli, e il presidente nazionale Conpait Federico Anzellotti.

Quello della Pasticceria è un settore in forte ascesa, lo dimostra la richiesta dei prodotti dolciari Made in Italy nel mondo e l’esperienza che possono vantare i nostri maestri pasticceri. Ma la Pasticceria è anche un orgoglio nazionale da tutelare, perché non c’è una qualifica di pasticcere riconosciuta da un Ente pubblico, in Italia chiunque può aprire una pasticceria senza nessuna formazione, generando un sistema che non solo penalizza la professionalità e mortifica la competenza, ma, soprattutto, non tutela i consumatori.

“A gennaio – ha spiegato la senatrice Federica Chiavaroli – convocheremo un tavolo tecnico a cui parteciperanno la Conpait e gli enti accreditati per la formazione, affinché si traccino le linee guida per il procedere con il conoscimento della professione. Mentre a marzo via libera al progetto pilota, che potrebbe partire proprio dalla mia regione, l’Abruzzo, per portare i corsi di pasticceria in carcere, perché insegnare ai detenuti un mestiere sarebbe un modo concreto per evitare che una volta fuori tornino a delinquere. Sappiamo che in Italia la recidiva è pari al 70%. Oltretutto in questo ambito abbiamo l’esperienza del carcere di Padova della Cooperativa Giotto, che produce panettoni molto richiesti in tutta Italia”.

La possibilità di riscatto sociale e, soprattutto, la qualità passano insomma attraverso la formazione, ecco perché Conpait ha da tempo siglato con Castalimenti e ora anche con l’Università dei Sapori di Perugia degli accordi per spingere sulla leva della formazione dell’alta formazione. “Come Conpait – spiega il presidente nazionale Federico Anzellotti – abbiano cercato di tracciare una percorso formativo, anche partendo dagli istituti alberghieri, perché non esiste neanche un insegnamento ne’ una classe di concorso per insegnare pasticceria nelle scuole italiane. Ecco perché abbiamo siglato con gli istituti secondari un protocollo d’intesa che consenta a Conpait di formare i docenti delle scuole superiori. Il primo esperimento in Italia è stato avviato con l’Istituto alberghiero De Cecco di Pescara e partirà a breve”.

Il fatto che la professione di pasticcere non sia riconosciuta in Italia crea inoltre dei seri problemi anche per esercitare all’estero, dove il Pastry Made in Italy è molto richiesto, ma chi lo esercita deve essere accreditato. Sul tema della formazione e dell’internazionalizzaizone, Conpait può ora contare anche sull’Università dei Sapori di Perugia, come spiega la presidente Anna Rita Fioroni, fino alla scorsa legislatura senatrice: “Abbiamo un accordo con una rete di oltre 50 università statunitensi e 14 mila studenti che frequentano corsi di enogastronomia, affinché ci sia una partnership e i nostri prodotti Made in Italy trovino sempre più spazio nel mercato nordamericano”.

Sempre rimanendo in tema di internazionalizzazione e promozione del Pastry Made in Italy, è emersa la necessità di avere un dolce che rappresenti l’Italia nel mondo. E’ il panettone che ha vinto sul gettonatissimo tiramisù. “Con Castalimenti, il suo Cda, rappresentato oggi da Dario Mariotti e – conclude Federico Anzellotti – con Iginio Massari, vanto della pasticceria nel mondo, abbiamo individuato il panettone come dolce tipico italiano. E’ un dolce che unisce l’Italia, che mette tutti d’accordo e che, soprattutto, all’estero si mangia tutto l’anno”. Nell’arresa della sua certificazione al Sigep di fine gennaio debutterà il progetto completo.

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